Segretariato Pellegrini da Zoldo
File in 2 parti:
Articolo su «Il Giornale» del 27 marzo 2006
Articolo su «Il Gazzettino» del 18 dicembre 2005
Scheda sul
Elena Ballanti in Pellegrini
«Il Giornale», 27 marzo 2006, p. …
Nata a Milano, Elena Ballanti in Pellegrini compie
oggi i 90. Suo matrimonio con Lino Pellegrini (giornalista e nostro
collaboratore) a Selva di Val Gardena, il 19 dicembre 1940.
Dunque, sessantacinque anni di matrimonio. Trascorsi
come? Da casalinga? Non diciamo sciocchezze. Elena ha quasi sempre accompagnato
il marito nelle sue attività professionali. Ad esempio i raid automobilistici
Milano-Addis Abeba, Milano-Calcutta, Tripoli-Lagos (con la traversata di tutto
il Sahara), più le esplorazioni sottomarine dalla Dalmazia alla Libia, dalle
isole di Capo Verde al Mar Rosso.
Mar Rosso? Qui, ritrovamento del nostro
cacciatorpediniere «Nullo», affondato dagli Inglesi, di importanza storica,
perché sia il suo comandante che l’attendente, pur illesi, vollero morire con
la nave: donde due medaglie d’oro alla memoria. E, siccome la ricerca del
relitto del «Nullo», data l’abbondanza di squali, aveva comportato gravi
rischi, ecco Elena insignita del Cavalierato della Repubblica, «per meriti
acquisiti nell’esplorazione sottomarina».
Né quanto a Elena basta. Lei infatti alle isole
Canarie, dove si sperimentano nuove tecniche sottomarine, si è immersa più
volte con lo scafandro da palombaro: in altre parole, è stata l’unica
donna-palombaro d’Italia.
Figli ne ha due: Daniele e Marina. Daniele,
giornalista e fotografo anche subacqueo, si chiama così per via di un
collegamento tra la famiglia Pellegrini e Daniele Manin, storico difensore di Venezia.
Quanto a Marina… aveva cominciato a immergersi sette mesi prima di nascere.
Sicuro, Elena nuotava da archeologa sui fondi di
Leptis Magna, in Tripolitania, quando era incinta di due mesi. Donde,
ovviamente, il nome di Marina. Che è sommozzatrice a sua volta.
Sicché 27 aprile, [è un errore, poiché la data è il
27 marzo] novantesimo compleanno, qui a Milano. E il marito? Lino i 90 anni li
ha compiuti il 12 agosto dell’anno scorso. Come dire che lei gli corre dietro,
per raggiungerlo; e il 27 aprile lo raggiunge. E lui scappa, per batterla sul
traguardo dei 91. ci riuscirà?
***
«65 anni
d’amore tra viaggi e avventure»
«Il Gazzettino» del Nordest, 18 dicembre 2005,
p. 5, con due fotografie.
Articolo firmato «R. N.».
Ha accarezzato ghepardi, giraffe, iguane, serpenti,
gazzelle, elefanti. E’ addirittura salita a cavallo di un rinoceronte. Nei
giardini del Negus Hailè Sellassie ad Addis Abeba ha giocato con i leoni. Si è
immersa nelle profondità marine sfidando gli squali, è riuscita a trovare il
relitto del «Nullo», il cacciatorpediniere
affondato al largo dell’isola di Harmil. Un’impresa che le è valsa la nomina a «Cavaliere della Repubblica», con la motivazione «per meriti acquisiti nell’esplorazione marina».
Elena Ballanti Pellegrini ha novant’anni, ma non li
dimostra. Da 65 divide la sua avventurosa vita con il giornalista Lino
Pellegrini, hanno due figli: Daniele e Marina. E sono davvero felici. La coppia
si è sposata a Selva di Val Gardena, in provincia di Bolzano, dove si erano
conosciuti otto anni prima. «Cominciamo
subito a sciare – racconta la signora Elena – poi, a causa degli impegni
professionali di mio marito, eccoci a Belgrado, a Sofia, a Bucarest e, nel
giugno e nel luglio del 1941, nella città romena di Jasci, vicino al confine sovietico.
In “Kaputt”, Curzio Malaparte dice che la nostra coppia vi si trovava “in luna
di miele”. Altro che luna di miele! Quella zona era un pandemonio, per la lotta
fra rumeni, sovietici, ebrei, tedeschi e bombardamenti e paracadutisti. Tutti
combattevano contro tutti. Ci salvammo rifugiandoci in un’antica tomba».
Lino Pellegrini aveva la passione per i viaggi e la
vita di Elena non è stata certo tra le più tranquille. «In automobile a Parigi, Londra, Berlino, Madrid,
Gibilterra. Ricordo che proprio a Gibilterra sopravvivono le uniche scimmie del
continente europeo – ricorda la signora Pellegrini – se aprivo il finestrino
della macchina, mi si avvicinavano per chiedere cibo».
Tra le passioni quello dell’immersione, di certo un
hobby particolare per una donna di quel tempo. «Mio marito cominciò ad immergersi nel 1947, per identificare le mine
belliche sparse nei porti; io lo seguii quasi subito. Prima con
l’autorespiratore ad ossigeno, poi con quello ad aria – racconta – sott’acqua
mi trovavo bene. Così tanto bene che qualcuno mi propose di immergermi non con
l’autorespiratore, ma con lo scafandro da palombaro, alle isole Canarie. Si
trattava del collaudo di un certo gas. Non è certo facile stare dentro lo
scafandro: dentro l’elmo ci sono due piccole leve, se con la testa se ne
schiaccia una l’aria se ne va, quindi la struttura rimpicciolisce e il
palombaro scende. Se invece si schiaccia l’altra, rientra nello scafandro, si
gonfia e il palombaro torna in superficie. Ebbene, io ebbi successo. Un tale
successo che persino i giornali parlarono di me».
L’apice della sua «carriera marina» l’ha raggiunto alle isole Galapagos, dove nei fondali
giocava con le foche e in superficie con le tartarughe.
Ma la passione di Elena e di Lino sono sempre stati i
viaggi, tanti, anche in macchina. «Andammo in
auto da Milano a Calcutta, più continue variazioni per esigenze giornalistiche:
totale 20.000 chilometri – ricorda Elena -. Spesso guidavo anch’io, ma non in
Iran, perché alle donne era proibito. In Nepal abbiamo incontrato Norkai
Tenzing, primo scalatore della Everest. Nel regno del Sikkim, che oggi è
diventato India, abbiamo dovuto rinunciare all’albergo, perché il sovrano, come
ha saputo direttamente dall’Italia del nostro arrivo, ci ha voluti suoi ospiti.
Ci siamo trovati con lui e con un gruppo di studenti tornati in patria per le
ferie. Il sovrano ci ha chiesto di cantare qualcosa in italiano. Breve ricerca
nella memoria e poi salta fuori “Nel blu dipinto di blu”. Un successo. Mi venne
anche in mente di cantare “Shangai Lyn”. Il silenzio. Dove ci trovavamo correva
il confine con la Cina e con questo paese lo scambio di granate era quasi
quotidiano. Con quella canzone avevamo citato il mortale nemico del Sikkin».
Nonostante l’età Elena Pellegrini non smette di
viaggiare. Recentemente ha seguito in macchina parte del giro del mondo in
camion realizzato dal figlio Daniele e da un suo amico. «Solo un tratto breve, dall’Italia alla Siria via
Jugoslavia, Grecia e Turchia – racconta -. Poi dal Kenya all’Uganda. Più
recentemente eccomi a Krasnojarsk, cuore della Siberia, dove mi sono imbarcata
su una nave che mi ha portato, seguendo il fiume Jenissei, fino all’oceano
Artico. 2400 chilometri».
Domani, alla soglia dei 90 anni con il marito Lino
festeggia un traguardo che al giorno d’oggi ha quasi dell’incredibile: 65 anni
di vita assieme.