Articoli e studi di Don Floriano Pellegrini

 

«Stile Zoldano», n. 221, gennaio 2006, p. 3

 

Il vocabolario zoldano

 

Un insieme di motivi mi impedisce, sovente, di attuare quegli interventi, anche solo culturali, che crederei opportuni, a sostegno di questa o quella iniziativa e a presa di distanza da qualche altra.

Non vorrei che il mio silenzio a riguardo del «Vocabolario del dialetto ladino-veneto della Valle di Zoldo (Belluno)» fosse inteso, dunque, come una larvata critica da un così rispettabile lavoro scientifico. Credo bene dirlo in modo esplicito: è evidente, anche a uno studioso più storico che linguista, qual sono io, che si tratta di una ricerca estremamente vasta, approfondita, condotta con rigore e giunta a risultati di cui sarà impossibile non tener conto.

Non è, come ovvio, una dogmatica della lingua zoldana, nel senso che resta legittimo discutere qualche scelta operata dall’autore, segnalare qualche (possibile) omissione; ma che è, tutto questo, di fronte alla mole di dati cui siamo posti davanti e che, con un prezzo accessibile, possiamo far diventare patrimonio della parte più utile della nostra bibliotechina domestica?

Sono anzi convinto che sarebbe opportuno il Comune di Forno di Zoldo, interprete in ciò dei sentimenti anche dei Comuni di Zoldo Alto e Zoppè di Cadore, concedesse all’insigne studioso, il prof. Enzo Croatto, un attestato tangibile della dovuta gratitudine, con l’assegnazione della cittadinanza onoraria.