Articoli e studi di Don Floriano Pellegrini

 

Inedito, del 2005

 

Casa Raspi-Rizzardini

 

Nel 1653 il N.H. Gio. Maria Raspi acquistò, per 600 lire, il forno fusorio di Dont. In pochi decenni la famiglia divenne molto potente in Zoldo: fu investita delle miniere di Val Inferna (sopra Fornesighe), il 26 giugno 1670 d’una delle due di Medoli (sopra Dont) e il 28 dicembre 1699 di quella detta di Col Grant, sopra Coi. E, nel 1713, i Raspi, direttori delle miniere, vollero avere anche ai Coi una loro casa.

Ma nel 1716-18 il loro amministratore Pietrantonio Lazzaris subì un clamoroso fallimento, con necessità d’intervento del castellano di Andraz, allora nel Principato vescovile di Bressanone. Per saldo stipendi inevasi o motivi di liquidazione, casa Raspi venne acquistata da un Rizzardini, forse quel Gio. Batta (o suo padre?) che, sposato con una Margherita Pampanin di Zoppè di Cadore, fu il capostipite di ben quattro casati Rizzardini: i Bepi, i Bistóin, i Cani e i Mariét.

Casa Raspi-Rizzardini, bisognosa di qualche intervento, si evidenzia per interesse storico e artistico: ha due porte in ferro battuto, d’epoca, una bifora in pietra di Castellavazzo, una piccola ma graziosa scala a pietre alterne chiare e scure, due affreschi, ecc.