Inedito, del 15 gennaio 2002
Appunti per un albero genealogico
dei Pellegrini Beretìn
I Pellegrini di Coi formarono, nel tempo,
tre casati: Beretìn, Chìndes e Vésco.
Il casato Chindes si estinse e l’ultimo
membro, una donna andata sposa ad un Piva, trasmise ad essi il secondo cognome,
per cui si chiamarono (e si chiamano) Piva Chindes.
Il primo registro di anagrafe del Comune di Zoldo
Alto (allora detto di San Tiziano di Zoldo) a p. 257 documenta che i Pellegrini
Vesco (per la precisione, allora Vescof) abitavano al civico n. 89. Di essi, il
primo nome riferito è quello di Andrea, nato a Coi l’11 settembre 1777, sposato
a Fusine il 29 aprile 1799 con Teresa (De) Vido (fu Marco e fu Elisabetta
Cason, nata a Pianaz il 25 febbraio 1780 e morta a Coi il…) e morto a Coi il 22
dicembre 1864. Al momento della compilazione dell’Anagrafe era già vedovo e
questo dato potrebbe aiutare nello stabilire la data del Registro stesso (che
manca). Andrea e Teresa ebbero nove figli, il primo dei quali fu il farmacista
Gio. Battista, padre del senatore Clemente.
Il medesimo registro anagrafico a p. 258
documenta che i Pellegrini Beretin abitavano al civico n. 88. Di essi, il primo
nome riferito è quello di Giovanni, nato a Coi il 27 febbraio 1780, sposato a
Fusine il 17 luglio 1801 con Caterina Costa (fu Lorenzo q.m Vincenzo e di
Apollonia Dal Mas q.m Pietro, nata a Costa il 13 luglio 1782 e morta a Coi il…)
e morto a Coi il 9 agosto 1853. Era di professione villico, cioè
agricoltore.
Non è chiaro se il nome completo era
Giovanni o Giovanni Battista, come sembrerebbe, poiché così venne «rifatto» nel
1853 con la nascita del nipote Giovanni Battista Valentino Fortunato. Non è
neppure accertato se era figlio di Valentino o di Michele (a meno che Valentino
Michele non siano un’unica persona). Mentre, però, per tale incertezza, non
possiamo ancora stabilire data e luogo di nascita e di morte del padre di Giovanni
(anche se probabilmente furono a Coi), sappiamo che la madre era una Maria
Monego (fu Andrea e fu Maria Soramaè, nata sposò a Fusine il… Maria Monego (fu
Andrea e fu Maria Soramaè q.m Giovanni, nata a Fusine il 18 settembre 1748 e
morta a Coi il 18 gennaio 1831). Non sappiamo la data del loro matrimonio.
Il beretin, forma dialettale per
berettino, si riferisce a un colore, che alcuni interpretano come rossiccio,
altri come grigio o cenerognolo e forse è in riferimento a una tradizionale,
precoce canizie.
Giovanni (n. 1780) e Caterina (n. 1782)
ebbero nove figli, dei quali cinque morti o subito o in giovane età.
I figli sono: 1) Domenica (n. Coi [?] 9
marzo 1804, sposa a Fusine [?] Gio. Batta Colussi Sik, m. Venezia 7
febbraio 1861) – 2) Valentino (n. Coi [?] 27 agosto 1805 e m. Coi [?] 17
febbraio 1822) – 3) Maria (n. Coi [?] 8 febbraio 1807, sposa a Fusine [?] 28
luglio 1829 … , m. Coi [?] 5 marzo 1831) – 4) Michele (n.Coi [?] 11 novembre
1809, sposa a Fusine 4 settembre 1832 Orsola Andreanna Soccol Monsù [fu
Antonio di Andrea e fu Anna Colussi Carnet di Carlo, n. Pianaz 3 agosto
1810] e m. …) – 5) Teresa [1] ( n. Coi [?] 16 giugno 1813, sp. … , m. …)
– 6) Floriano (n. Coi [?] 27 novembre 1816 e m. Coi [?] 26 agosto 1820) – 7)
morto subito – 8) Margherita (n. Coi [?] 1820 [?], sp. …, m. …) – 9) Giovanna
(n. Coi [?] 2 giugno 1825 e m. Coi [?] 16 marzo 1826).
Michele (n. 1809) e Orsola Andreanna (n.
1810) ebbero undici figli, dei quali almeno tre morti in giovanissima età.
I figli sono: 1) Maria (n. Coi [?] 6 ottobre
1833 e m. Coi [?] 21 ottobre 1833) – 2) Maria (n. 13 marzo 1834, sposa a Fusine
10 novembre 1857 Andrea Giuseppe Fattor [di Battista q.m Pietro e fu Veronica
Balestra, n. Mareson 18 maggio 1830] e m. …) – 3) Maria Filomena (n. Coi [?] 4
agosto 1837, non si sa altro) – 4) Marta Giovanna (n. Coi [?] 11 aprile 1838,
non si sa altro) – 5) Caterina (n. Coi [?] 4 maggio 1839, sposa a Fusine 11
luglio 1861 Paolo Felice Rizzardini Paleta [n. Coi 18 maggio 1832, m. 6
dicembre 1934, secondo l’Anagrafe parrocchiale era la più anziana della
parrocchia) – 6) Giovanna (n. Coi [?] 13 settembre 1843 e m. Coi [?] 15 marzo
1845) – 7) Margherita (n. Coi [?] 1 luglio 1846, non si sa altro) – 8) Giovanna
(n. Coi [?] 31 luglio 1848, non si sa altro) – 9) Domenica Caterina Fortunata
(n. Venezia, parrocchia di San Zaccaria…, non si sa altro [2]) -
10. Teresa Anna (n. Coi [?] 18 agosto 1850 e m. Coi [?] 25 novembre
1858) – 11) Giovanni Battista Valentino Fortunato (n. Venezia, parrocchia di
San Giovanni in Bragora 2 febbraio 1853, sposa a Fusine 8 luglio 1874 Giustina
Rizzardini [di Nicolò e…, n. 1 giugno 1853] e m. Coi 5 febbraio 1928).
Giovanni Battista (n. 1853) e Giustina (n.
1853) ebbero forse [3] dodici figli, dei quali alcuni morti
infanti.
I figli sono: 1) Nicolò Federico Fortunato
(n. Coi [?] 6 dicembre 1875 e m. Coi [?] 31 gennaio 1885) – 2) Clemente
Fortunato (n. Coi [?] 11 luglio 1877, celibe, m. Coi 3 luglio 1947) – 3)
Michele Antonio (n. Coi [?] 31 ottobre 1878, sposa a Fiume 9 giugno 1906 Apollonia
Rizzardini Paleta [di Giacomo e di Caterina Rizzardini, n. 6 luglio
1878, m. …febbraio 1943] e m. 13 ottobre 1943) – 4) Alessio (n. Coi [?] 1
settembre 1880, sposa a Fusine 10 febbraio 1931 Vittoria Rizzardini Bioti
[di Gio. Maria e di Anna Rizzardini, n. 25 febbraio 1893, m. 8 maggio 1972] e
m. Coi 19 maggio 1943, ore 11.25) – 5) Margherita (n. Coi [?] 21 marzo 1882 e
m. probabilmente subito) – 6) Giovanni Maria (n. Coi [?] 14 marzo 1884 e m.
probabilmente subito) – 7) Pellegrina Margherita (n. Coi [?] 17 aprile 1885 e
m. probabilmente subito) – 8) Nicolò Fortunato (n. Coi [?] 13 luglio 1886 e m.
9 novembre 1918) – 9) Floriano (n. Coi [?] 8 febbraio 1890, sposa a Coi
Apollonia Rizzardini Bioti [di Gio. Maria e di Anna Rizzardini, n. 4
gennaio 1900, m. 17 giugno 1931] e m. all’ospedale di Belluno 26 luglio 1956) –
10) Fortunato Luigi (n. Coi [?] 27 giugno 1893, sposa a Fusine 27 gennaio 1938
Caterina Rizzardini Paleta [di Antonio e di Pierina De Marco Braghessa,
n. 7 maggio 1906, m. all’ospedale di Belluno 8 agosto 1977] e m. all’ospedale
di Belluno 13 gennaio 1965) – 11) Isidoro Giovanni (n. Coi [?] 15 maggio 1895 e
m. probabilmente subito) – 12) Creatura Dei (n. e m. Coi [?] 22 novembre 1898).
Michele Antonio (n. 1878) e Apollonia (n.
1878) ebbero sei figli: 1) Giustina (n. 4 maggio 1907, sposa a… e m. …, da cui
alcuni discendenti, viventi) – 2) Maria (n. 5 luglio 1909 e m. 21 luglio 1909)
– 3) Riccardo (n. 13 agosto 1909 [?] e m. …novembre 1938) – 4) Guido (n. 3
luglio 1911 e m. Fiume 28 maggio 1931) – 5) Aldo (n. 24 settembre 1913 e m. …,
celibe) – 6) Maria Pia (n. 8 ottobre 1916, sposa… Tiziano Bellini [m. il…],
vivente).
Alessio (n. 1880) e Vittoria (n. 1893)
ebbero due figli, dei quali uno nato infante: 1) Marcello (n. 25 febbraio e m.
2 marzo 1932) – 2) Marcella (n. 18 agosto 1933, sposa a Fusine 28 novembre 1953
Alfredo Rizzardini [di Rinaldo e di Rosa Rizzardini, n. 22 ottobre 1927],
vivente).
Floriano (n. 1890) e Apollonia (n. 1900)
ebbero due figli: 1) Nicolò (n. 19 novembre 1926, sposa a Fusine 25 novembre
1954 Antonia Costa [di Vittorio e di Orsola Rizzardini, n. 23 luglio 1925], m.
Coi 19 settembre 2004) – 2) Giovanni (n. 25 aprile 1929, celibe, m. Coi 4
agosto 1993).
Fortunato Luigi (n. 1893) e Caterina (n.
1906) ebbero una figlia, Antonietta (n. Coi 13 febbraio 1939, nubile, m. Coi 20
dicembre 2001).
Nicolò (n. 1926) e Antonia (n. 1925) ebbero
cinque figli, viventi: 1) Apollonia (n. Coi 23 agosto 1955, nubile) – 2)
Floriano (n. Coi 14 luglio 1956, sacerdote) – 3) Orazio (n. Coi 20 luglio 1958,
celibe) – 4) Mariapia (n. Coi 16 agosto 1962, nubile) – 5) Fausto (n. Coi 6 settembre
1963, celibe).
[1] Forse è la Teresa, detta Gégia, che
si sposò con un Rizzardini di Col, del casato che ebbe pochi decenni fa
un’altra Gégia, sposata con Paolo Rizzardini, fratello di Amelia. Questa Teresa
portò con sé a Col «le carte», ossia i documenti relativi ai beni ad essa
spettanti. In essi compare ancora il cognome nella forma de Pellegrin.
[2] Informazione orale di Nicolò Pellegrini
del 3 novembre 2002: «Da giovane era andata a servizio a San Vito di Cadore ed era rimasta incinta. Ritornata in
paese co la panža, si vergognava e, alle feste, andava a messa a Dont, a
piedi (logicamente); allevò il figlio, poi emigrò in Brasile». Se ne erano
perse le tracce, ma a questa data Sante Iral chiese informazioni a nostra
madre, che ne ha parlò in famiglia.
[3] Il nome di Nicolò Fortunato forse è stato desunto dall’Anagrafe parrocchiale e
forse fa parte dei Vescof.