«Il Cadore»», a. 49°, n. 10,
ottobre 2001, p. …, con il titolo «Ricordo di uno studente
modello di Vigo che ci ha lasciati 11 anni fa». Ripubblicato pro
manuscripto,
Centro
culturale «Amicizia e Libertà», novembre 2001
Alessandro,
il Cielo nell’anima
Non è facile per un alunno essere ricordato
dal preside o, come si dice oggi, dal dirigente scolastico, per la limpidezza
degli occhi. Eppure questo è capitato ad Alessandro Da Rin Puppel, di Vigo di
Cadore, morto il 23 gennaio 1990, a 16 anni, dopo tre mesi di straziante
agonia, per le conseguenze di un virus causato da un banale raffreddore.
E’ stato con simile «pennellata di luce» che
giovedì sera il dott. Antonio Zamboni, dirigente scolastico dell’Istituto
Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente, di Feltre, ha fatto
rivivere l’immagine del suo ex-alunno. Non c’era bisogno di altre spiegazioni
del gesto che stava per essere compiuto: a distanza di undici anni quello sguardo
trasparente è impresso in quanti hanno conosciuto Alessandro. Una limpidezza,
una chiarità, dentro, così forte da commuovere tutti i presenti. C’è un fascino
particolare nella trasparenza che un’anima pura genera nel corpo, un emanarsi
di bellezza, paragonabile solo alla luce.
L’Istituto scolastico si era riunito:
allievi, ex-allievi compagni di Alessandro, il papà e il fratello (la mamma
lavora in Germania), il personale, tanti amici di Alessandro, il Coro
«Oltrepiave», sceso da Vigo quasi al completo e di cui fa parte anche papà
Aldo. Si trattava di consegnare una borsa di studio, per onorarne la memoria e
rinsaldare i vincoli di amicizia con la scuola, che egli stava frequentando in
quel tragico 1990, come convittore del terzo anno.
La serata è iniziata con due significativi
canti del neo-costituito Coro dell’IPSAA, dedicati all’amicizia. E’ seguito
l’intervento del dott. Zamboni e la consegna del riconoscimento. Il premiato è
stato Enrico Pozza, di Recoaro Terme, un alunno della classe II A distintosi
per il modo di fare corretto e disponibile, prima ancora che per il profitto
positivo. Il dirigente ha evidenziato, con sentita commozione, come l’Istituto
aveva accolto di buon grado la proposta della Borsa di studio nel ricordo di
Alessandro, sia perché tale ricordo gli è quotidiano, sia perché concorre a far
maturare negli allievi la percezione dei valori dell’amicizia e dell’armonia,
che tanto stavano a cuore al Da Rin Puppel.
E’ stata quindi la volta del Coro cadorino, diretto
dal maestro Arduino De Donà, che ha offerto un vasto repertorio di canti della
montagna, con la presentazione dei brani a opera di Fulvio De Podestà. La
commozione ha ceduto un po’ alla volta alla gioia di quanto si stava
«celebrando», perché si trattava d’autentica e straordinaria celebrazione di un
ragazzo che, nei suoi brevi sedici anni, era stato stimolo spontaneo
all’amicizia e dell’elevarsi dell’anima agli spazi, possibili ma spesso
trascurati, della bontà vicendevole e della virtù umana.
Ancora nel 1993 avevo segnalato la sua
figura al vescovo diocesano, mons. Ducoli, perché il dono prezioso di questo
fratello nella fede possa essere posto come lampada sul candelabro, a gioia e
onore della comunità di Vigo, che gli ha dato i natali, e a conforto
dell’intera chiesa diocesana. Forse Dio permetterà un giorno il realizzarsi di
questa forma di gratitudine alla sua grazia. Confessore di questo ragazzo, come
e più di altri ero «costretto» a constatare, nello stupore, ciò che si muoveva
nella sua anima. Veniva a confessarsi da me e io pensavo: «Sei più avanti di me
sulla strada di Dio. Te ne sta qui, inginocchiato davanti a me, e la tua anima
vola alta in Dio!». Aveva dato alla sua vita interiore uno slancio, aveva
voluto farlo; ricordo il momento preciso in cui decise di farlo. In certo senso
si era come buttato a un’avventura, a una disponibilità alla grazia, a un
lasciarsi plasmare da essa; constatavo, stupito, come in breve tempo e senza
far nulla di visibilmente straordinario, al di fuori, avesse raggiunto un
equilibrio e un chiarore interiore inaspettati. Guardandolo, capivo meglio la
grandezza del cristianesimo e del mio stesso sacerdozio.
Mi rendo conto di essere stato partecipe e
testimone di cose che andavano ben al di là dei miei progetti e del mio stesso
saper progettare la vita cristiana. Dio è gioiosamente imprevedibile. In
Alessandro la sua mano e il suo cuore ci sembravano più vicini.
La Borsa di studio dell’IPSAA non è la prima
che viene dedicata al giovane cadorino. Anche il Comune di Vigo ha voluto
onorarlo, anni fa, consegnandone una. Termino con le parole di una poesia di
Mario Da Rin Puppel: «Alessandro, / dolce creatura, / tu vivi in noi! /
Serberemo per sempre / nei nostri cuori feriti / la tua umiltà, / il tuo
sorriso, la tua bontà, / fino all’estremo respiro».