Inedito, del 24 marzo 2000
Preoccupante calo della popolazione di Zoldo
La «Rivista diocesana» n. 5 del 1999, uscita
ai primi di marzo 2000, è impostata come numero monografico e porta il sottotitolo
di «Prontuario diocesano». Si tratta di una raccolta di moltissime
informazioni, delle quali bisognerebbe fare una verifica ma che, in sostanza,
vista l’autorevolezza della fonte, dovrebbero essere credibili.
Per quanto riguarda Zoldo è evidenziato,
parrocchia per parrocchia, l’enorme calo della popolazione. Fenomeno tanto più
preoccupante se si considera che esso fa sèguito ad altri decenni di decrescita
numerica degli abitanti, in barba alle apparenze e alla realtà di crescita del
numero delle abitazioni, con la logica considerazione che si tratta, dunque, in
molti casi, di seconde case, ossia di abitazioni di non- zoldani.
I dati riferiti sono i seguenti (tra
parentesi gli abitanti dichiarati dai parroci al settembre 1993): Mareson 285
(312, -27), Fusine 538 (590, -52), Gòima 233 (260, -27), Comune di Zoldo Alto
1056 (1162, -106); Dont 598 (615, -17), Forno 530 (859, -329), Pieve 1310
(1457, -147), Fornesighe 296 (290, +6), Comune di Forno di Zoldo 2734 (3221,
-487); Zoldo in totale 3790 (4383, -593 persone in sette anni). Zoppè di
Cadore, ecclesiasticamente unito al vicariato foraneo di Zoldo 309 (302, -7).
Senza voler forzare la mano alla volontà di
alcuno, ossia senza voler «tirare in ballo» la proposta dell’unificazione dei
comuni, credo sarebbe però necessaria nel prossimo autunno/inverno una riunione
pubblica delle due Amministrazioni comunali, per vedere, assieme alla
popolazione, di prendere qualche decisione o provvedimento, dato che qui, anno
dopo anno, la valle si sta spegnendo. La valle, cioè, continua ad essere
abbandonata dagli zoldani e diventa sempre più un luogo di villeggiatura di
altri: veneziani, padovani, ecc. Bisognerà pur mettere un freno a simile
situazione!