Inedito, del 22 settembre 1999
T’ho udito, Bellezza!
Ascolto dagli spazi immensi giungere alla
porta della mia piccola camera i frusciari di presenze sconosciute e il
bisbigliare lieve in cui s’infrange il rombo delle costellazioni.
Da lungo tempo intuisco, con quieto stupore,
le melodie che ondeggiano di foglia in foglia, di ramo in ramo; nello stormir
delle fronde dei boschi eterni, nel murmure chiacchiericcio dei torrenti, come nell’impeto
che annuncia l’avvicinarsi dei temporali, sento vibrare parole di serena pace.
Oh, voci d’infinito e di innumerabili
creature, minuscole e indifese e pur impastate d’infinita bellezza, voi mi
recate in dono la gioia delle loro nascite e il mesto addio dei loro tramonti!
Credetemi: io vi ascolto, io vi ascolto!
Alla porta del mio caduco spazio di vita,
giungono i gemiti delle terre non amate e delle solitudini che s’allungano
senza confini; e il silenzio delle moltitudini dei poveri, che solamente il
sole indora e non disprezza come fango, su cui si cammina e si sputa. Ascolto
la gioia scorrere, come acqua nascosta e limpida sorgente, nel sorriso dei
bambini, e l’invoco dalla corolla delle loro esili membra, per purificare il
cuore del mondo.
Ascoltare è stata la mia storia, delle mie
aspirazioni il primo gradino e il più elevato; di ogni essere percepire un
raggio di luce e amarlo, fu la mia gloria. Non udire segnò il tempo che non
ebbi, se pure trascorse su di me; e fu il grande silenzio, vicenda mai vissuta
e che da sùbito non era.
Oh, Bellezza! Fu ieri quando mi apparisti?
E’ oggi? E’ adesso? Per te non esiste il tempo, sempre è la tua ora, e sei
invocata coi tuoi doni di luce e di pace. Come bimbo disteso all’ombra della
propria incoscienza, mi vai insegnando – ripetendolo – a balbettare
l’ineffabile dialogo in cui riveli la tua amorosa presenza; e mi aiuti a
cogliere, oltre la barriera dell’eterno, il luminoso sguardo in cui mi fai
esistere, attingendo dalle tue mani l’ardore, la forza e la gioia di invocarti.
Oh, mia presenza, senza cui non sono e nulla
mi appaga! Oh, mia vittoria, che vai donando a me, con braccia allargate, mia
forza e mia grazia, mia lode e mio canto! Oh, Bellezza, tu che, racchiusa e
quasi nascosta in ogni creatura la tua potenza e la tua gloria, mi vai creando
a tua immagine, fa’ ch’io continui a udirti, invocandoti, e che, udendoti,
t’ascolti! Fa’ che non mi stanchi d’ascoltarti, per esistere, e che, vivendo,
continui a prestarti ascolto, nel dono della presenza di ogni creatura! Fa’ che
riconosca la mia gloria da te e che, assieme ad ogni creatura, mi sforzi
d’essere voce di te, oltre ogni paura, ogni sofferenza e ogni limite!
Fa’ che sia così, dono e voce delle tue
creature; che così sia, da te, con te e per te.