Libero
Maso di Coi
File in 4 parti:
Legge fondamentale
Dichiarazione morale sulla libertà
Dichiarazione morale sull’amicizia
Dichiarazione morale sui diritti del montanaro
Nella seconda
metà del 1300 i Pellegrini da Zoldo costituirono a Coi, allora zona disabitata,
il loro Libero Maso, «libero» perché ne erano pieni ed esclusivi titolari.
Ancor oggi i
Pellegrini riconoscono nell’identità nativa e storica di uomini liberi la loro
massima ricchezza e il primo valore-guida della Legge fondamentale.
Nel contempo, la
libertà è intesa in senso solidaristico, come spazio creativo di amicizia e
nell’amicizia è individuato il secondo valore-guida della Legge fondamentale.
Per questo,
ancora nella seconda metà del 1300 i Pellegrini avviarono una stretta
collaborazione, con i Rizzardini, allora coloni del vicino Maso di Pianaz. Dalla loro unione, non
sempre pacifica, prese vita il villaggio di Coi.
I valori-guida
della Legge fondamentale, la libertà e l’amicizia, sono indicati, nello stemma
Pellegrini, dai due elementi araldici della conchiglia e della coppia di
bastoni da viaggio incrociati, inizialmente ispirati dall’antica pratica del
pellegrinaggio a Santiago, in Spagna. I due bastoni, che si sostengono a vicenda
come fossero due mani che si stringono, significano la gioia e il dovere
dell’amicizia. La conchiglia, posta sulla riva del mare infinito, l’ampiezza
della libertà.
Per tutelare,
promuovere e far conoscere i valori-guida della Legge fondamentale i
Pellegrini, tramite il loro organo di rappresentanza, la fondazione «Segretariato
Pellegrini da Zoldo», hanno costituito il Centro culturale «Amicizia e
Libertà». Chi intende aderire al Centro deve condividere e sottoscrivere le due
«Dichiarazioni» sulla libertà e sull’amicizia.
Per tutelare,
promuovere e far conoscere l’identità della vita del Libero Maso, e più in
generale della montagna, hanno costituito il Centro Studi agro-forestali
«Nicolò Pellegrini». Il «Segretariato
Pellegrini da Zoldo» propone, in linea preliminare, la condivisione e
sottoscrizione della «Dichiarazione sui diritti del montanaro».
Dichiarazione morale
sulla libertà
Ogni persona, famiglia, gruppo, formazione
sociale e popolo è unico e, come tale, irripetibile.
Libertà è lo spazio e il segno della sua
unicità, una dimensione intrinseca al suo essere e, come tale, irrinunciabile.
Libertà è lo spazio e il segno del bene,
della ricchezza di sovranità e creatività originarie dell’essere di ognuno e,
come tale, il proporsi e l’aprirsi gioioso di ogni esistenza all’identica
ricchezza altrui, all’altrui libertà.
La libertà, non esistendo in astratto ma
come unicità concreta di un esistente, ha in sé una radicale fragilità; anziché
un bene, e un bene costitutivo di sé e degli altri, può essere percepita, da sé
e dagli altri, come una minaccia e divenire fonte di paura.
Essa si può realizzare pienamente, pertanto,
solo nella misura in cui si fa consapevolezza, a livello di singoli, di
famiglie, gruppi, formazioni sociali e popoli, e suscita il senso della
responsabilità, ad un tempo personale e comunitaria.
Garanzia stabile di libertà è, perciò, la
cultura, ossia la consapevolezza che, tramite la scienza, si fa coscienza
individuale e collettiva della propria e altrui identità.
La consapevolezza della propria libertà,
ossia unicità, identità e sovranità, è proporzionale all’esperienza della
libertà di ogni altro, del suo svelarsi quale «tu» al proprio «io»; e, nel
contempo, dell’ «io» a sé stesso.
Tramite la consapevolezza, l’individualità
diventa un fatto sociale; tramite il confronto e l’approfondimento culturale,
la ricchezza della unicità di ognuno si svela quale ricchezza per ogni «tu» e
per tutti.
La cultura è il momento cosciente in cui la
ricchezza di ognuno si fa ricchezza sociale e la socialità ricchezza.
Persone, famiglie, gruppi, formazioni
sociali e popoli prendono consapevolezza di sé e degli altri, ossia della
propria e della altrui identità, come un bene di cui gioire; superano la paura
vicendevole e apprendono la stupenda arte dell’amicizia solo tramite la
maturazione culturale.
L’amicizia è il confronto che si fa dialogo,
l’unicità che invoca l’alterità; desiderare che l’altro esista, come tale, con
la sua ricchezza, e che, come tale, sia capace di un identico sì d’amicizia al
mio «io», di identica libertà.
Garanzia stabile di ogni amicizia è, perciò,
l’allargarsi cosciente della propria libertà in quella di ogni altro,
riconoscere e quasi sentire in esso l’eco e la valorizzazione della propria, il
confronto che si fa dialogo e il dialogo che si fa scienza.
Dichiarazione morale
sui diritti del montanaro
1) Pari opportunità legali. Il
montanaro, ovvero la persona residente in montagna, ha diritto di vivere la sua
condizione personale, familiare e comunitaria con opportunità legali pari a
quelle di quanti risiedono in altri ambiti territoriali.
2) Diritti e doveri. Il montanaro ha
diritto di assumersi i doveri individuali, familiari e comunitari derivanti
dalla sua identità.
3) Libertà di scelta. Il montanaro ha
diritto di vivere il rapporto con il
territorio di residenza come attuazione di una libera scelta.
4) Rispettabilità personale. Il
montanaro ha diritto di essere rispettato nella sua identità, derivi essa da
una scelta o dalla nascita.
5) Capacità organizzativa. Il
montanaro ha diritto di organizzarsi e costituirsi in comunità locali conformi
alla sua identità.
6) Rispettabilità collettiva. Il
montanaro ha diritto di essere rispettato nell’identità della sua comunità,
sotto l’aspetto storico, giuridico, linguistico, religioso e culturale in
genere.
7)
Gestione del territorio. Il montanaro ha diritto di essere considerato
il gestore primario e naturale del suo territorio.
8) Inserimento istituzionale. Il
montanaro ha diritto di essere e di sentirsi parte integrante ed attiva delle
più vaste comunità del territorio.
9) Rappresentanza istituzionale. Il
montanaro ha diritto di essere equamente rappresentato nelle istituzioni locali
e pubbliche di cui la sua comunità fa parte.
10) Rimozione degli ostacoli oggettivi.
Il montanaro ha diritto di essere agevolato a superare gli ostacoli oggettivi
al pieno sviluppo della sua personalità individuale, familiare e comunitaria.
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