Approfondimenti

 

Articolo tratto da: «Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore», a. 53°, n. …, 1982, pp. 51-52.  Ripubblicato come pro manuscripto, Centro culturale «Amicizia e Libertà», novembre 2001

 

Giorgio Maggioni

 

Pietro Monaco incisore dei quadri del Tintoretto

 

Nella serie di mostre che l’Istituto Nazionale per la grafica organizza nella Villa alla Farnesina alla Lungara (Roma) e dedica alla incisione di riproduzioni, l’ultima in ordine cronologico è quella «Immagini dal Tintoretto», inaugurata nel marzo 1982.

Essa espone 81 esemplari di stampe realizzate con le tecniche più varie, dal bulino del ‘500, alle acqueforti degli incisori del ‘600, alle tecniche miste del ‘700, per un arco di tempo che va dal XVI al XIX secolo, con riproduzioni di opere del Tintoretto.

Come scrive l’estensore del catalogo, P. Ticozzi, si tratta di una documentazione di quanto il mercato europeo ed italiano in particolare offriva di stampe antiche e moderne ai collezionisti sul tema Tintoretto, prima dell’avvento della fotografia.

Tra le opere esposte segnaliamo tre stampe dell’incisore bellunese Pietro Monaco (1707-1772) e più precisamente:

66 a. – Annunciazione. Acquaforte e bulino - mm. 366 x 508, con l’iscrizione: L’incarnazione del divin verbo annunciata dall’Angelo a Maria Vergine / Missus est Angelus Gabriel a Deo…. Luc. Cap. 1 v. 26 / Pittura di Iacopo Robusti veneziano detto il Tintoretto, posseduta dal serenissimo Doge di Venezia Pietro Grimani / Pietro Monaco del. scol. e forma in Venezia.

66 b. – Annunciazione mm. 345 x 490, id. id. - come sopra. Appo innocente Alessandri e Pietro Scaglia. – Esemplare del II Stato con i nuovi editori.

67 – Adamo ed Eva. Acquaforte e bulino mm. - 567x 418. Iscrizione: «La colpa dei primi Padri» / Vidit mulier quod bonum esset…. Gen. III v. 6 / Pittura di Iacopo Robusti veneziano detto il Tintoretto, posseduta dalla nobile famiglia Pisani del fu sere.mo / Pietro Monaco del. scol. e forma in Venezia.

Come riferito nelle schede illustrative con la storia dei dipinti, l’ubicazione attuale del  primo quadro, ricomparso dopo varie peripezie alla Mostra dell’Antiquariato a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1967, non è nota.

L’altro sembra disperso e solo una replica si trova a Ottawa in Canadà. Può essere interessante ricordare come il tema dell’ Annunciazione sia stato più volte curato dal Maestro veneto. Basta consultare il volume dell’opera completa del Tintoretto a cura di Pierluigi De Vecchi (Ed. Rizzoli 1970), dal quale apprendiamo che l’Annunciazione del Museo di Stato di Berlino, che già abbiamo avuto modo di vedere alla Mostra veneziana a Ca’ Pesaro nel 1937 (n. 63 del catalogo) è andata distrutta nel 1945.

Sempre di Pietro Monaco erano state esposte alla Farnesina due altre incisioni in occasione della Mostra «Immagini del Veronese» dal novembre ’78 al gennaio ’79 e più esattamente: n. 116 «Cristo e l’adultera» e 117 «Mosè salvato dalle acque».

Tutte le incisioni ora ricordate sono elencate nel volume di Luigi Alpago Novello, ed è un po’ strano non trovarlo citato nella bibliografia del catalogo.

Luigi Alpago Novello, tra l’altro, aveva potuto chiarire l’anno di nascita del nostro incisore, 1707, con il ritrovamento della data del suo battesimo nel registro della Cattedrale di Belluno.

Varie incisioni di Pietro Monaco sono state esposte a Belluno nel 1968, in occasione della Mostra dedicata a Marco Ricci e agli incisori bellunese. Egli aveva pubblicato nel 1743 una prima «Raccolta di 55 storie sacre incise in altrettanti rami, con le loro spiegazioni, con la dichiarazione de’ Possessori de’ quadri e dell’Autore di ciascheduno» a Venezia. Esse divennero 112 nell’edizione del 1763 dedicata al Proc. Tommaso Quercini, tutte da lui incise, tranne la prima – che è del Crivellari – e poi ristampate nel 1772 e nel 1789.

Un esemplare dell’edizione del 1743 è comparso in antiquariato librario nel 1970.