Libero Maso di Coi

 

 

Archivio Storico

 

Pergamene

 

Inevitabilmente, molto materiale archivistico era ed è conservato in modo disunito, tra i vari nuclei familiari. Ciò ha facilitato la sua dispersione e, in più di un caso, la parziale distruzione, anche senza accennare all’incendio del 2005. Nel 2003, è stata poi regalata alla chiesa di San Pellegrino una piccola pergamena, rimasuglio di un salterio forse del Quattrocento.

Ad oggi, pertanto, le pergamene inventariate sono:

1)     Una forse trecentesca, incompleta, che fa da copertina a un registro di conti. Inedita.

2)     Una del 1404, Si tratta dell’Investitura del forno fusorio di Mareson. Pubblicata da P. MONEGO, In Val di Zoldo nel Medioevo, pp. 258-261. In tale pubblicazione si dice che essa «si conserva presso l’Istituto Culturale di Zoldo»; perché era nostra intenzione cederla a tale Istituto, ma poi questa volontà non si è rivelata fattibile.

3)     Una del 1447. Inedita.

4)     Una del 1544, sui confini della Grava. Pubblicata in Archivio Pellegrini da Zoldo – n.u.  del gennaio-giugno 1989, a c. di Fl. PELLEGRINI, pp. 3-8. Era inserita nel «Registro n. XIV della Regola Grande dai Coi».

5)     Una del 1585. Breve di papa Gregorio XIII. Inedita, è stata acquistata il 30 ottobre 1997 alla Libreria «Vittorio» di Firenze (talloncino d’acquisto in una cartella dei beni del Segretariato).

6)     Una del 1652, Mandato per il Territorio Perugino del protonotario apostolico Alvise de Equino, contenente la rinnovazione delle inibizioni contro Lancellotti. Inedita, è stata acquistata dopo il 1997 alla stessa Libreria (talloncino d’acquisto come per la precedente).

7)     Una del 1687, Mandato per il Territorio Perugino del protonotario apostolico Carlo Bichius. Acquistata assieme alla precedente (idem per il talloncino d’acquisto).

8)     Una del  1803, Diploma di nomina di don Antonio Nicolai a pievano di Domegge di Cadore. Faceva parte del lascito testamentario (14 maggio 1981) di Angelina Da Sacco, di Vigo di Cadore, acquisito in parte da Don Fl. Pellegrini, come da suo articolo Un acquisto e un veterano del 1848, Dolomiti, a. XIII, n. 1, febbraio 1990, pp. 46-52.

 

Nota sulla pergamena donata alla chiesa di San Pellegrino.

Al lato A riporta un brano del salmo 64 (vv. 5 partim-7 partim) ossia: «[Beatus, quem elogisti, & assumpsisti:] inhabitabit in atriis tuis. Replebimur in bonis domus tu[a]e: sanctum est templum tuum [,] mirabile in [a]equitate. Exaudi nos Deus salutaris noster [,] spes omnium finium terr[a]e [,] & in mare longe. Pr[a]eparans montes [in virtute tua, accinctus potentia:] […]».

Al lato B, i vv. 1-3 del salmo 65, con un brano introduttivo non ben compreso, ma che tra l’altro dice: «In timore […] anima mea […]»: «Jubilate Deo omnis terra: psalmis diciate nomine ejus: date gloriam laudi ejus. Diciate Deo [,] quam terribilia sunt opera tua Domine: in moltitudine virtutis [tu(a)e mentientur tibi inimici tui. Omnis terra […]».