Libero Maso di Coi

 

 

Archivio Storico

 

Lettere di Gio. Batta Pellegrini  [1]

del Fondo «Pellegrini Vésco»

  

Doc. 1: 1819 [?] [2]

 

Dalla Genealogia. Tutte le cose di questo mondo hanno avuto il loro principio, così lo è di ogni famiglia; quella parte di storia che descrive la origine di ciascun individuo della specie umana si chiama genealogia.

Ognuna di queste è simile ad un albero, il quale parte dalle sue radici, fasene [3] tronchi e rami, tale è l’ordine delle famiglie, tutte hanno origine da un punto ossia da quel primo uomo della nostra prosapia, il più antico degli avvi [4] nostri e questi è appunto la radice dalla quale proviene ogni famiglia. Così lo è della nostra, qualcuno deve essere stato il principio a fondare la nostra linea. La nostra famiglia è molto vecchia, [5] quindi deve avere degli avvi assai, il primo che voi [6] mi scriveste è certo Giacomo [7] Pellegrini nato li … 1711, e avanti doveva la nostra stirpe certo sussistere, le genealogie sono tanto più belle quanto più antiche.

Per secondare la mia intenzione converrebbe che io avesse una descrizione esatta di tutti i nostri parenti, cominciando da[l] primo che si può conoscere, e descendendo fino all’ultimo, che è il più giovane dei miei fratelli, cioè Maria Luigia, nata li … [8] e sapere di tutti il giorno della loro nascita, e della loro morte, da chi discendono, quanti fratelli furono, etc. come da sotto esempio.

I. Giacomo Pellegrini, vostro bisnonno, quanti fratelli aveva, di chi era egli figlio, quando nacque, tanto lui che [i] suoi fratelli quando moriro[no], chi fu il padre suo, e sua madre, suoi avvi, e bisavi, etc., in somma il primo che conoscerete della nostra famiglia, che era? Scrivetemi chiaramente.

2.do. Andrea Pellegrini, vostro avvo, nato li … 1711, e sposato con Giuliana Rizzardini li … 1730, ebbe 5 figli: il primo fu vostro Padre G. B. nato li … 1735; il secondo [di] casa nostra che nome aveva, quando nato, e morto? il terzo …; il quarto …; il quinto…?

3. G. Batt. Pell.i vostro Padre, nato li … 1735, e marittato con la …, ebbe 3 figliuoli: 1. Luigi, nato li … morto li …; 2. Giovanni, nato li …; 3. Andrea, mio Padre, nato li … 1777, sposato con Teresa Vido li … 1799.

4. Andrea, nato li … 1777, ebbe 12 figli: 1. G. Batt., nato li 30 Marzo 1800, ora a Dolo; 2. Bortolo, certo nato li …; 3. Giuliana, nata …, morta li …; 4. Giuliana seconda, nata …; 5. Innocente, nato … morto li …; 6. Domenica, nata …; 7. Giuseppe, nato li …, morto …; 8. Innocente II, nato li …, vi.e; 9. Giuseppe D.o, nato li …, morto li …; 10. Giovanni, nato li …; 11. Maria Polonia, nata …, morta; 12. Maria Luigi[a], nata…

Si vede, dal soprascritto esempio, la nostra famiglia non avrebbe oltre che 150 anni circa, quando deve essere assai più vecchia, dunque da chi era prima formata? Perdonatemi se non ho scritto più antiche ideazioni, e datemi una esata descrizione in questo proposito.

Vostro Figlio G. Batta

 

***

 

Doc. 2: 1819: 19 marzo [9]

 

Venezia li 19 Marzo 1819

Amatissimo Padre Vi Saluto – Per il Postiere Filipi Ho Ricevuto una Vostra scrita con un Tramesso [10] Segnato mio nome con un paneto Di Bottino [11] ed un Gille Di pelle per il Zio Gio. ed un paro Brage e una Britola per il Zio luigi e Di tutto Vi ringrazio. Intessi che siette Tutti sani. E intesi che la Madre ha Datto alla luce un Puttello ho somo piacere ma Vi è ora molto Fastidio. intesi Poi che la mia Piegora [h]a Due agneli [h]o somo piacere. Intesi che avette Molto Bisogno Di un Pocco Di polenta ma io non Posso alleviarvi niente, intesi che Vivete Di pa[t]atte mi rincrese Molto Di non Poter aiutarvi ma se potesi lo sapia idio.

Il Zio luigi [h]a avuto le Brag[h]e [12] e Vi ringrazia tanto, [h]a molto piacere che lo avette refato [13] lui nel pute[lo] [14] il suo nome Del puntello, mi dice che Vi ringriazia tanto e mi dice che adesso non all polle niente non puole Mandarvi niente ma guardera Di preparare qualche cosa per questa altra Volta. Provero anche mi di Solecitare Dio. Il Zio Gio. non ha ancora riceuto la roBa perche il Venerdi il Giorno di S.to iseppo [15] [h]o riceuto il Tramesso e il SaBatto il postiere parte: io non posso perche questa Volta mandarvi niente, procurero di mandarvi Risposta per questa altra Volta. Adio…

Vi Facio Sapere un Premi… [?] Di Fortuna che ho Vinto al loto, Venete liRe 12 e vi mando Da Fare i bigi [16] per il giorno di pasqua e è come segue: P. 6 Bigi – P. ½ Sapo [?]- P. ½ pecora [?]- N. 3 Noce Moscate, non credete mai che le aBia ruBate ma Le ho comprate – N. 1 Giachetta Di tella – un poco di para [?] [17] D… [?] – String[h]e [18] per li Frateli – altre bagattelle per li Frateli con un poco di cordon per la Madre. – Io No poso Mandarvi Niente di Soldi. Perche avevo molto Bisogno di un pero Scarpe. Se potesse lo sapia idio. Se non vi mandasi Farei molto Pecato. La Giacchetta non Si tarma perche la porto al inverno che mi tiene caldo. Vi Racomando poi che quando S’e il tempo che il Bottiro è gialo Di mandare a regalare uno al patrone perche Vedrete che bela cosa Vi mandera perche mi vole Bene.

Adio. Vi Saluto inFinitamente il padre la madre ed li Fratelli un Baci[o] al Fratello picolo, prego idio che state almeno tutti Bene e Salutate tanto meda [19] tonia mia nona e mio santolo.

Non mancate Di pregare idio e di fare pregare per noi tuti.

Desidero Di Sapere come Va il Bastian con il Barba  [20] Bepo.

Sono Vostro amatissimo Filgio. Gio. Battista Pellegrini

 

atendo Risposta più presto E’ posiBile perche se anche non è permesso le pago mi le pago le letere.

 

***

 

Doc. 3: 1819: 16 aprile [21]

 

Venezia 16 Aprile 1819

Padre Carissimo – Ho ricevuto col mezzo del Postiere il capretto, ed il Buttirro per cui di tutto ve ne sono gratissimo; sono poi alla necessità di dirvi che sospendiate i regali, a meno che non me li spediate per via privata, giacché quando li mandate per il Postiere mi fanno pagare di porto molto più di quello che può valere la roba che mi graziate, ed in tal modo non torna conto né a voi, né a me, perché l’utile non lo risente che i soli Postieri.

Io sto bene come pure il Zio. Salutate mia Madre e la Famiglia. Vi desidero ogni felicità. Addio. Vostro aff.mo Figlio

Gio. Battista Pellegrini

 

***

 

Doc. 4: 1822: 25 aprile [22]

 

Dolo 25 Aprile 1822

Carissimo Padre – Col incontro [23] che parte l’amico Vettor rispondo alla vostra in datta 2 Corente ricevuta il giorno 23 Soltanto col mezzo del zio Giovanni. io non so cosa sia codesta tardanza come pure devo annunziarvi la tardanza della risposta della vostra antecedente lettera che vi ho spedito li 30 marzo pros.o passato. io le ho spedito al Sig.r Zio un piccolo tramezo da mandarvi a voi con entro varie riconosenze anco per li amici come mi avevo impegnato e il degnissimo Sig.r zio ha fatto Grazia di tratenersi il sudetto tramezo fino al giorno d’oggi a Venezia, poi col incontro di vostra lettera mi scrise come vedrette dall’acclusa sua perche ne giorni che io sono stato a venezia lui mi ha imprestato Venete lire L. 3 : 12 le quali io non le ho ancora restituite, ma li ho spedì le calze di lana che mi avette spedito voi, poi le ho spedito 2 scatole da tabaccho, che costo L. 2 : 10, poi l’anno scorso mi ano pregato per Varij Amici che li spedisca da comprarsi un paio scarpe, che no guadagnava nula e che al non aveva scarpe in piu e li ho spedito lire 8. Poi adeso mi usò questa riconosenza di dimandarmi prima l’inporto del tramezo e di tratenervelo fino oggi prima di avisarmi e Se non li capita codesta vostra lettera lui non mi avisa. Più intanto adeso li spedisco le L. 3 : 12 che li avanza e l’importo del tramezo se volio che mi spedisca il fagotto, se diman lui non mi spedise altro il tramezo.

Per l’amico Vetor le spedisco li dinari al zio e io vi spedisco il tramezo.

Vi racomando di fare le mie Scuse Con tuti queli che vi spedisco in piciolo contrassegno de mie[i] doveri, perche non ho spedito prima per la ragione che vi ho Significato, quando ricevete il tramezo da Venezia vi prego di avertirmi.

Anco io voglio che il Sig.r zio mi restituisca quello che mi deve, mi scuosse tanto questa cosa che non poteste credere… guardate nell’involtino del zio Vido, che vi sono una bagattina de spirito di Melisa e quella consegnatela alla nona che al A… [?] … [?] ne spedisco una quanto prima una … [?]. Più vi racomando le riceute del testatico ed anco il certificato del testatico, ed anco l’orologlio da Sole. [24] Fatte li miei doveri con tutti li parenti ed amici. Pregate iddio Per me, vi saluto infinitamente Tutti addio. Sono Vostro Amatissimo Figlio

G. Batta Pellegrini

 

Avrei genio di sapere come va la stagione.

 

***

 

Doc. 5: 1823: 2 dicembre [25]

 

Provincia di Venezia – Distretto di Dolo – Comune di Dolo.

Carta d’Iscrizione. – Contrassegni personali del coscritto. Statura: P. … [?] [26]. Capelli: Biondi – Fronte: Alta – Ciglia: bionde – Occhi: biggi – Naso: pro[minen]te – Bocca: nuda [27] - Mento: rot[ond]o – Viso: Obl[ung]o.

Firma del latore: GB. Pellegrini

 

La Deputazione all’Amministrazione Comunale dichiara che Pellegrini Gio: Batta per sopranome Vescovi nato in Coi o Col il giorno 26 del mese di Marzo Anno 1800 domiciliato in Dolo Temporaneamente – figlio di Andrea e di Teresa Vido – di Professione Servente di Farmacia – è descritto al N. 1 del Registro aperto il giorno 2. X.bre 1823 presso questa Deputazione Comunale in esecuzione del disposto del § 19 della Sovrana Patente 17 Settembre 1820 per l’Iscrizione primitiva [28] de’ Coscritti della Classe IV appartenente alla Leva dell’anno 1824.

Per la Deputazione – L’Incaricato all’iscrizione [firma illeggibile] [Timbro:] Deputazione Comunale di Dolo

 

***

 

Doc. 6: 1829: 6 giugno [29]

 

Copia – Li 6 Giugno 1829 Dolo

Certifico io sottoscritto Maestro patentato con mio giuramento di aver istruito privatamente il Sig.r Pellegrini G. Batta di Andrea nativo di Coi Provincia di Belluno, da molti anni domiciliato al Dolo. Così pure dichiaro ch’egli ha imparate tutte le materie Ginnasiali a norma del vigente scolastico regolamento.

Il maestro Patentato: D.e Pietro Zorzi – Il Direttore: D. Girolamo Banchetti [?] – Il Discepolo: GB. Pellegrini

 

Dolo 6 Giugno 1829

Visto per l’autenticità delle firme sopra scritte dei Sig.ri D. Girolamo Barchetti [?], Direttore, e del maestro Zorzi D. Pietro.

Per la Deputazione Comunale: L’aggente Candeo – [Timbro:] Deputazione Comunale di Dolo

 

Dolo 6 Giugno 1829

Viste autentiche le soprascritte. – firma: Zavalini R. Commissa[rio]

N. 16 R. P. al Reg. I – ed esatti 38/100. – Per [?] il Cancelliere: Malfatti

 

***

 

Doc. 7: 1829: 11 novembre [30]

 

Regno Lombardo Veneto – Provincia di Venezia

Visto l’assolutorio rilasciato dal Maestro D.r Pietro Zorzi pat[entat]o comprovante il buon successo degli studj compiti dal Sig.r Gio: Batta Pellegrini del Sig. Andrea prima dell’anno 1818

Visti i Certificati corrispondenti agli anni voluti di pratica Farmaceutica presso i Sig.ri Farmacisti Lorenzo Dismutti, e Gio: Ant.o Loriggiola ambe due di Dolo

Viste le favorevoli informazioni sulla condotta del sudd.to giovane durante l’intiero periodo dell’alunnato

In conformità delle istruzioni per l’alunnato in Farmacia nelle Prov.e Venete del Decreto Gubernale 22 7.bre 1827

 

Il Reg.o Medico Delegatizio

 

Assistito dal Farmacista Sig.r Pietro Cappelletto di Pasqualigo esaminò in quest’oggi il sopra notato Sig.r GBatta Pellegrini, tanto nella parte teorica, che pratica sopra quegli Argomenti, che un idoneo Farmacista Assistente non solo deve sapere, ma ancora essere capace di eseguire, e risultato essendo, dal detto esame, che il predetto allievo trovasi fornito delle sufficienti cognizioni, Esso Reg.o Medico lo dichiara abile, e gli rilascia il presente Certificato, perché sia ammesso come studente di Farmacia presso l’Imp. Reg.a Università di Padova.

Venezia 11 9.bre 1829

Il Reg.o Medico Provin.e: G. Vallanzasca

Il Farmacista Ass.e: Pietro Cappelletto di Pasqu.o – L.S.

 

***

 

Doc. 8: 1831: 17 aprile [31]

 

Padova li 17 Aprile 1831

Amorosissimo Padre – In unione alla cara vostra 10 andante mi venne consegnato il capretto ed il Burro da Voi graziatomi, fu eccellente l’uno ed ottimo l’altro, del tutto vi son infinitamente gratiss[im]o. I miei Principali vi ringraziano essi pure. – Pagai il posto, ed oggi farem onore al Domatore.

Domani comincierò gli studj di Bottanica, quelli di Chimica, e storia Naturale. Son quasi ai tre quarti, vi prego non dimenticarvi raccomandarmi al Signore onde mi dia grazia frontare le distrazioni della scolaresca, aver ferma e repentina memoria, e veracità di mente, per terminare sì sublime carriera, e poter un dì tranquillizzare la mia mente, ed interompere il corso del mio cervello, che da tanti anni gira come ruota di molino, dacché sono i giorni e le notti per le mie occupazioni, ed è quasi sublimata [32] la mia stanchezza. Godo buona salute, ma sono stanco, ricordatemi a tutti, ma in particolare al Dottor d’ogni Bene, e credete che io sono Vostro Amorosiss[im]o Figlio

G. Battista

 

P.S. ricevrette  la scatola d’Unguento … [?], al quale unirete un pocco di sale comune, e farete l’uso voluto, addio.

 

***

 

Doc. 9: 1831: 17 dicembre [33]

 

Padova 17 Dicembre 1831

Amorosissimo Padre – Ecco il momento in cui scrivo voluto dalla divina Providenza o premiato di tutte le mie notturne, e diurne fattiche di cervello.

Finii col giorno 30 Scaduto tutti i miei studj. Sostenni i Sette 7 ultimi esami e risposi con tutta la possibile chiarezza, in modo che tutti li S[ignor]i Professori rimasero contentis[sim]i e mi diedero i loro voti onorevoli, poscia feci il dovuto giuramento, indi col pieno lodo riportai il diploma, documento voluto per esercitare l’arte farmaceutica in tutto l’Impero. Ringrazio l’Eterno Benefatore del tutto, e tale vi prego voi tutti a rendere grazie al Nostro Signore della Providenza.

Non potevate darmi miglio[r] contrasegno del Paterno amore, dopo tanti Anni che non mangio di tale frittura, la gusto co [?] tanti ar… [?]. Non vi dolgo per mancanza di mezzi, onde aiutarmi, che pei bisogni della propria vitta non mi mancano, furon grandi le spese necessarie per la mia Approvazione, ma il mio Principale suplì a tutte, col esborso di austriache Lire 310:00, che supplirò colle mie fattiche. Egli mi ama e tratta come suo figlio. Anticipo le mie raccomandazioni per un Capretto, che mangeremo gli ultimi giorni di Carnovale.

Onoratemi colla Benedizione Paterna e Materna, ricordarmi agli Am[ati] Fratelli ed Amici, e credermi Vostro Amoros[issim]o Figlio

G. Batta

 

***

 

Doc. 10: 1833: 24 settembre [34]

 

Addì 24. Settembre 1833. Zoldo.

Li qui sottosegnati Andrea Pellegrini del fu Giovanni Battista e Teresa Vido del fu Marco dichiarano che il di loro Figlio Giovanni Battista sino dall’anno 1817 è sortito dalla loro Casa senza seco recare alcuna cosa né di ragione Paterna, né di ragione Materna, e che vivendo della propria industria seppe non solo mantenersi da Sé ma ben anche prestare delle assistenze ad essi suoi Genitori, i quali ebbero, come hanno la compiacenza di osservare la di lui morigerata condotta, e la sua ferma intenzione di sempre bene meglio operare.

Dichiarano inoltre, che giunto esso loro Figliuolo alla maggiore età, ed essendo come sopra separato di persona e d’interessi dal Padre e dalla Madre, egli ipso jure viene ad essere sciolto dalla Paterna potestà, essendo tutto il di lui avere di sua libera particolare ragione.

Dichiarano finalmente, che a fronte di tutto ciò, ed a richiesta anche del loro Figliuolo, ammettendo le sudette dichiarazioni, impartiscono al medesimo la Paterna loro benedizione nel mentre ch’espressamente dichiarano essere il medesimo loro Figliuolo da loro pienamente emancipato e diviso in modo che tutto il di lui avere presente e quello che in seguito fosse per acquistare, sarà sempre da loro riguardato come di lui esclusiva proprietà, perché proveniente dalla di lui industria, e non derivante d’alcun principio Paterno o Materno.

Tanto a lume del vero, ed a richiesta del detto loro Figliuolo hanno dichiarato colla presente privata Scrittura da loro segnata alla presenza dei due sottoscritti testimonj.

 

***

 

Doc. 11: 1833: … settembre [35]

 

Copia

Li … setembre 1833 trenta tre

Li qui sotto segnati andrea pellegrini del Fu Giovanni Battista e Teresa vido del Fu marco dichiarano che il di loro filgio Giovani Batta sino dal ano 1817 è sortito dalla loro Casa senza seco recare alcuna cosa ne di ragione paterna ne matterna e che vivendo della propria industria seppe non solo mantenersi da se ma ben anche prestare delle assistenze ad esi suoi Genitori i quali ebbero comme hanno la compiacenza di operare [36] la di lui morigerata condotta, e la sua ferma intenzione di sempre bene melgio operare.

Dichiarano inoltre che giunto esso loro filgiolo alla magiore età, ed essendo comme soppra separato di persona e d’interesi dal padre e dalla madre elgli ipso iure viene ad essere sciolto dalla paterna potesta essendo tutto il di lui avere di sua libera particolare ragione. Dichiarano finalmente che a fronte di tutto cio ed a richiesta anche del loro filgiouolo amettendo le sudette dichiarazioni impartiscono al medesimo la paterna benedizione nel mentre che espresamente dichiarano essere il medesimo loro Filgiuolo da loro pienamente emancipatto e diviso in modo che tutto il di lui avere presente e quello che in seguito fosse per acuistare sara sempre da loro riguardato come di lui esclusione [37] proprieta perche prov[en]iente dalla di lui industria e non derivante d’alcun prencipio paterno e materno tanto alume del vero eda richiesta del detto loro filgiolo hanno dichiaratto colla presente privatta scritura da loro segnatta alla presenza dei due sotto scriti testimoni.

jo Andrea pellegrini del Fu Gio Batta afermo

+ croce di teresa vido madre illetterata

Nicolo piva testimonio alla Firma di esso andrea ed al segno di croce di teresa vido ileterata

Livan Gregorio [38] Fui testimonio presente alle Firme

 

***

 

Doc. 12: 1833: 24 settembre [39]

 

(Copia) – addi 24 settembre 1833 Zoldo

Li qui sotto segnati andrea Pellegrini del fù Giovanni Battista e teresa del fu marco vido dichiarano che il loro filgio Giovanni Battista sino dal ano 1817 è sortito dalla loro casa senza seco recare alcuna cosa né di ragione paterna né di ragione materna e che vivendo della propria industria seppe non solo mantenersi da se ma ben anche prestare delle assistenze ad esi suoi Genitori i quali ebbero come hanno la compiacenza di operare la di lui morigerata condotta e la sua ferma intenzione di sempre bene melgio operare.

Dichiarano inoltre che giunto esso loro filgiuolo alla magiore eta ed essendo come sopra separato di persona e d’interesi dal padre e dalla madre essi ipso jure viene ad essere sciolto dalla paterna potesta essendo tutto il di lui avere di sua libera particolare ragione.

Dichiarano finalmente che a fronte di tutto ciò ed a richiesta anche del loro filgiuolo amettendo le sudette dichiarazioni impartiscono al medesimo la paterna benedicione nel mentre ch’espresamente dichiarano essere il medesimo loro filgiolo da loro pienamente emancipato e diviso in modo tale che tutto il di lui avere presente e quello che in seguito fose per acuistare sara sempre da loro riguardato come di sua esclusione proprietà perche pro[veni]ente dalla di lui industria e non derivante da alcun principio paterno o materno. Tanto a lume del vero ed a richiesta di detto loro filgiuolo hanno dichiarato colla presente privata scritura da loro segnata alla presenza dei due sotto scriti testimoni.

Andrea Pelegrini del fu Giò Batta afermo

+ croce di teresa vido pellegrini madre illetterata

Nicolo piva testimonio alla firma di esso andrea ed al segno di croce di teresa vido pelegrini

Livan Gregorio alla firma di esso andrea pellegrini ed al segno di croce di teresa vido pellegrini

 

***

 

Doc. 13: 1837: 8 luglio [40]

 

Padova li 8 Luglio 1837 [41]

Affez[ionatissim]o padre – Ho ricevutto la scritta vostra impostata a Vicenza. Intesi con piacer sommo l’addempimento del voto, ed il viaggio felice, che facesti, e vi raccomando di farmi io pure partecipe delle preghiere a comune nostra Beneficenza, e di avere mai sempre voi tutti di me memoria nelle vostre preci, pei miei bisogni, e per la mia salute, essendo non di raro indisposto, ora presente una forte infiammazione di golla mi tenne allettato tutta la presente settimana, per cui mi abbisognarono 16 sanguette e 5 salassi ed impiastri ammolenti; ora grazie al Cielo mi sono infin rimesso; raccordagli pure all’amorosa Madre e fratelli di ricordarmi nelle loro prezi, di cui ho infinito bisogno.

Voi mi chiedeste l’assenso pel matrimonio del fratello Antonio, ed io con tutta persuasione confermo quanto voi decideste, se bene mi siano occulte tutte le condizioni, progetti, facoltà, stato, e perfino la persona stessa, e caratter e costumi di Essa e tant’altre necessarie instruzioni le avete Voi vedute, conosciute, esaminate, ed approvatte in un colla Madre, ciò basta perché io dica: Sì Padre, fareste beniss[im]o a secondare la volontà di un Poltrone, che così si farà agile ed attivo. Per vieppiù confermare la vostra libertà sulla persuasione del matrimonio del fratello Antonio, per miglior vostra quiete, e per esattezza di tutti noi fratelli, a voi unanimi sommessi: [42]

Credo convenie[n]te e giusto a ciascuno di noi lo stato o facoltà della famiglia, le possessioni ed i proventi, con crediti e debiti tutti di nostra casa, i campi, animali, praterie e che altro possediamo onde un altro giorno non abbiate vie, a pensarci per questo?

Se non colla posta, col ritorno del tramesiere vostro riccontai tanto sullo stato o facoltà della famiglia, qualità e tempo del matrimonio, e della salutte di voi tutti, così dell’avva, Padrino ed altri parenti ed amici.

Stanco frattanto della scrittura e della povera [?], ma fortis[sim]a malattia, mi è impertanto di sommo bene il segnare pei miei Genitori la figliale umillianza, ed infinito rispetto col dirmi Vostro amorosiss[im]o Figlio

Gio. Battista

 

***

 

Doc. 14: 1850: 23 novembre [43]

 

Dolo 23 9.mbre 1850 ore 9 sera

Fratello Cariss[im]o – Dalla prima tua dei 21 Corrente sento la continua sofferenza del povero Innocente e del subito pericolo. – Fin oggi tu avrai pagato tre giornate al serviente in ragione di a. L. 2.00 per ogni 24 ore di servizio, oggi ti accompagno L. 10 : 00. Dimi come continua la malattia, fa mille ringraziamenti al S.r D.re. Saluta tutto anche per Meneghina. Bacioni. Tuo aff. Fratello.

G. Batta

 

***

 

Doc. 15: 1850: 13 dicembre [44]

 

Dolo 13 D.bre 1850

Aff[ezionatissi]mo Padre – Aspettavo di darvi consolanti notizie sullo stato del povero Innocente, a seconda del miglioramento che aveva quando lo lasciava il fratello Gio[vanni] ma non posso lasciarvi tranquillo.

Innocente aveva migliorato pel molti giorni, non aveva più febbre e si sperava bene, quando nel più bello della speranza torna in campo la febbre e gli aumenta l’infiamazione, l’altra settimana prese nuovi rinfrescanti, dell’altro giazzo, del chimmo, etc. [?], la malattia per altro continua, questa settimana gli applicarono delle nuove sanguette, la Cosa continua, né so quando avrà il suo termine, né come. Fui l’altro jeri a Venezia, accomodai le donne e i serventi, ma per ora non ci posso più andare, intanto continuerò a scrivere, e vi terrò informato. Raccomandatelo al S.re. [45] Salutate tutti e state bene. Vostro amor[osissim]o figlio

G. Batta

 

***

 

Doc. 16: 1855: 15 gennaio [46]

 

Dolo 15 del [gennaio] 1855

Carissimo Fratello – Appena che le ho ricepute Ecco au. L. 30,00 che oggi riceverai per la posta.

Ti saluto per tutti sta bene. Tuo Fratello

G. Battista

 

***

 

Doc. 17: 1856: 18 novembre [47]

 

Dolo 18 9.re 56

Amatiss[i]mo Fratello – Ho scritto al S.r Ticozzi per l’affare che mi raccomandavi, ma non ancora ho avuta una certa risposta, perche fuori di paese per i suoi affari, tosto che saprò qualche cosa di certo ti risponderò.

Dimi dello stato della famiglia, e del povero Padre. Raccomandami, e fami raccomandare al Signore, e così tutti i miei. Dimi come andò il racolto, e se ti è dato mandarmi un pacco di arghè, o rasa [48], come pure un pacco di Butiro. Mandalo da quello Dall’Oglio a Mestre, e dimi l’importo. Da un baccio a tutti, e credimi Tuo aff. Fratello

G. Batta

 

***

 

Doc. 18: 1867: 22 febbraio [49]

 

Dolo 22 Febbraro 67

Carissima Sorella – Ho aspettato sempre a rispondere alla tua lettera, perche volevo mandarti qualche cosa da fare, almeno una camicia ai nipoti, ma le critiche circostanze non lo permettono.

Ti accludo solo Venete lire sessanta in due carte da 10 della banca Nazionale perche la posta non riceve danaro, e ti farà la consegna franca del tutto, Meneghina ha preparato quattro strazze per i putei, ma non sà come mandarle, dimi per qual mezo, devo servirmi.

Clemente fu in pericolo nella guerra, fu ferito, ma è salvo, sta bene, ed è stabilito a Venezia, dove farà l’avvocato, ma ha bisogno, per ora, di essere mantenuto. Anche Meneghina ti raccomando, fa pregare il Signore, perché abbiamo bisogno.

Da un baccio a tutti, dimi della salute e delle cose di Casa, e se vi fu fatta la divisione. Rispondi presto, e sono Tuo amato fratello

G. Batta

 

***

 

Doc. 19: 1867: 14 aprile [50]

 

Dolo li 14 Apr.e  [1867 ?]

Cariss[im]ma Sorella – Oggi è qui venuto un certo Lazzarin Nicolò di Zoldo Basso, per ricevere quelle quattro strazze che Meneghina voleva mandarti pei puntelli, ma non le ho consegnate, perche non aveva tua lettera.

Egli tornerà dopo la ottava, [51] e allora le darai uno scritto per mia norma, e ti porterà l’involto. Spero, che la salute di tutti sarà buona, come quella dei miei, Clemente sta a Venezia, ed è perfettamente guaritto.

Fami raccomandare al Signore, saluta tutti, e scrivimi presto, dessidero buona festa e sono tuo fratello

G. Batta

 

***

 

Doc. 20: 1868: 22 settembre [52]

 

Dolo 22 7.bre 1868

Carissima Sorella – Tante volte avevo pensato di scriverti, ma aspettavo sempre di sapere che finivano le divisioni, e ti eri accomodata col fratello, perche certo, che né mio figlio, né me possiamo incontrare il più piccolo viaggio, né per la mia età, né per le tante occupazioni di Clemente, ma per altro tutti e tre fummo e siamo sani, e così mi conforta sentire della tua salute, della cognata e dei nipoti.

Sento non essere ancora finite quelle redicole divisioni, e da vero mi dispiace, perche mi figuro quanti dispiacere, ed imbarazzi vi avrete tutte e due, ma spero che bene appoggiate al galantuomo ed ottimo Signor Sindaco, farà che tutto sia fatto con la massima esatezza e onestà, è vero, che tu devi sempre osservare che nelle tre parti che devono restare in famiglia, tanto pei minori e la povera cognata, come la tua e la mia, sia sempre compresa la casa, la stalla  e … [?]. E’ vero che questi non darano gran profitto, ma potreste avere qualche vantaggio cogli animali, perché avreste luoco anche pel fieno, e quando le divisioni saranno finite, vi saranno labili i motivi delle diferenze, e dei dispiaceri e con l’assistenza del Sig.r Sindaco, il quale si presta con tanto amore, e premura per la giustizia, a vantaggio di tutti, potrete tutti aver cura delle piccole cose vostre e con la ristrettezza degli anni presenti, procurarvi la sussistenza.

Non posso darti un consiglio giusto per la cognata, onde regolarsi per occupare suo figlio, dopo finiti gli studj, ma se devo dirti quello che sente il mio cuore, ed anche in vista ai bisogni di voi due, credo sarebbe meglio di tutto tenerlo a casa, ed avezzarlo a tutti i bisogni della famiglia, e con l’aiuto dei buoni cristiani e le amorevolezze della madre diventare il vostro aiuto, e conforto, in famiglia, senza abbandonarlo, lontano, a tutte le distrazioni, e vezj del mondo, dal cuore, e dagli occhi della Madre, e senza che veda bene il grande bisogno della famiglia, e conosca la vera sua posizione senza allontanarsi da casa e imbeversi delle vanità del mondo e fermare la sua rovina, e di tutti i suoi, questa sarebbe la mia opinione.

Sarebbe pure il mio desiderio, che mediante l’aiuto del Sig.r Tutore e dell’amico Rizzardini, e anco degli altri galantuomini, potreste tutte e due liberarvi da queste benedette divisioni e così, tutte e due unite, amministrarvi bene quelle piccole stanze e coltivarvi quei poveri innocenti e diminuire il debito.

Come pure le annue passività, perche credo non saranno mica piccole, ed in anni tanto ristretti, conviene ogni economia altrimenti conviene mangliare quello degli altri. [53]

Siamo pur troppo a questa condizione, per tutto, e se la providenza [54] avrà misericordia di tutti, sarà più aiutarci.

Avevo sempre [da] mandarti qualche cosa perche vedessi il buon cuore, ma non ò possibile alcun civanzo, ed appena si può supplire al bisogno dispendioso della giornata.

Ti accludo pocche lire V[enete] 16,00 Italiane ed alquanti boli da posta, prega il Signore per me e fami raccomandare dai bambini, e dalla cognata, dì a tutti che io sto bene, e bene stano pure Meneghina e Clemente, i quali tanto salutano tutti di cuore, e con esso sono Tuo aff.mo Fratello

G. Battista

 

***

 

Doc. 21: 1869: 20 febbraio [55]

 

Dolo 20 Febbraro 1869

Carissima Sorella – Dopo che la tua ultima lettera mi repetteva recevuta della mia, della tua salute, e della chiamata che ti venne fatta all’angarare [56] per la misera eredità dei poveri defunti, nulla più seppi di tutto quello che sussiste, e di tutto quello che fu il risultato, della chiamata, e della divisione, come nulla so ancora della sittuazione della famiglia, dei pochi individui rimasti che la compongono.

Fa dunque che almeno una volta, dopo 50 anni che sono all’oscuro di tutto ciò che riguarda la famiglia del fu mio povero Padre, Fratelli, e sorelle, e d’essi i nipoti, sappia qualche cosa di loro. - Quanti erano in tutti? Quanti furono morti, quanti vivono? [57]

- Casa: se a loro rimasta, a quanti appartenga, come divisa, quanti infelici fanciulli, di Giovanni, e di Nani, se tu sola è [=sei] la sorella che sopravive? E come e dove le altre?

- Chi siano le cognate, e come vivano, e specialmente quella del povero Giovanni, e quanti in casa ora vi troviate?

- Chi sono che ti scrivono le lettere? E perche ogni volta che me le mandi non le ametti il Sigilo di Casa che deve essere, [58] onde sapia che sono mandate da te, altrimenti tutti potrebbero scrivere a tuo nome, e io parlare alle ombre?

Dimi anche della tua salute, di quella della cognata e nipoti, raccomandami al Sig.re e fami raccomandare tanto per me, che per mia moglie, il figlio lontano da oltre 9 anni e sempre in mano della providenza che lo accompagna, Fino che così vorà il Signore!

Da un Baccio a tutti e sono Tuo amato Fratello,

Gio. Battista

 

Ti accludo tre bolli perche non mi tardi il riscontro

 

***

 

Doc. 22: 1869: 2 maggio [59]

 

Dolo 2 Maggio 1869

Carissima Sorella – Approfitto oggi del Bortoluzzi [60] di Zoppè, che fu al Dolo, per lavori dal Sig.r Rodomonte [?] per dirti della mia salute, di Meneghina, e Clemente, e son per dirti, che nulla so di te, della cognata, e voi tutti.

Dimi dunque qualche cosa, della vostra salute, degli affari e della stagione, campagna, etc.

Se avessi fatto scossioni, [61] ti avrei mandato qualche cosa, ma qui andiamo sempre peggio, ti accludo lire 21.3 V[enet]e in carta, per tanto che vedi il buon cuore, prega il Signore mi proveda, saluta la cognata, da un baccio ai nipoti, dilo a tutti che preghino per noi che abbiamo bisogno. Ti saluto per anche Meneghina e Clemente, e sono tuo aff.mo Frattello

Battista – Con Franchi II [62] 28.5 Vene[te]

 

***

 

Doc. 23: 1871: 29 marzo [63]

 

Dolo 29 Marzo 1871

Sorella Carissima – Rispondo alla tua dell’altro jeri e sono confortato della salute di tutti e sono pure contento dirti della mia e di quella di Meneghina e Clemente, il quale si trova anche abbastanza bene nella sua abitazione a Venezia, e spero andrà meglio per l’avvenire, e che la providenza lo aiuterà anche lui, perché ha bisogno, come abbiamo tutti.

Sento del matrimonio della nipote, e prego al Signore che trovi un buon ragazzo, che la ami, e che possa darle da vivere, ma nulla altro posso dirti, perche sono all’oscuro di tutti, e voi sapete meglio di me a chi sarà appoggiata. Dite pure che si maritti, e che io le desidero ogni benedizione dal Cielo, più di tutto mi dispiace non poter darle nessun aiuto. Prego anche mia cognata di darle buoni consigli, e di farla raccomandare al Sig[no]re, per suo bene e nostro conforto, perche non abbiamo bisogno d’altre disgrazie.

Salutami tanto il Rizzardini, e rengrazialo dei continui disturbi, che soffre sempre con me e per le tue lettere. Baccia tutti i nipoti, saluta tanto la cognata e parenti, amici e da Meneghina, e Clemente. Raccomandami alla providenza ed amami che sono tuo amoroso

G. Batta

 

***

 

Doc. 24: 1874: 10 gennaio [64]

 

Dolo 10 Gennaro 1874

Carissima Sorella Domenica – Dalle tue due ultime lettere sento della salute di tutti voi, e così pure mi conforta dirti che noi pure stiamo abbastanza bene, e ringrazio al Signore per tutti.

Godo sentire che ti sia dato pagare alcuni debiti, come mi duole sentire la malattia dellePatate, raccolto tanto utile per quei paesi, ma la providenza non manca mai. Spero sara utile un altro racolto.

Per ora non vedo modo di occupare nessuno dei nipoti, perche il mondo è tanto falsato, da non poter appogiare un ragazo, e poi non so quanti anni abbia. [65]

Godo anche che abbi tranquilizata la tua coscienza, e fatto il tuo testamento e perche tu possi pagare il notaio, ti accludo venticinque Franchi, It. L. 25, e perché le scossioni sono tanto basse che non posso di più.

Da un baccio alla cognata ed a tutti i nipoti, anche per Meneghina e Clemente. Prega tutti di raccomandarmi al Sig.e che mi proveda perche tutti abbiamo bisogno, e ti saluto con tutti, e per tutti, e sono il [t]uo affezionat[issimo] fratello

Gio. Battista

 

***

 

Doc. 25: 1876: 9 gennaio [66]

 

Dolo 9 [Gennaro] del 1876

Carissima Sorella Domenica, o Maria – Dalla mettà di Ottobre decorso ho guardato il letto a tutto 25 Dicembre, per cui non mi sono occupato altro che per solevare la vita, e per cui nessuno di voi ha avuto di me notizie, né pure Pellegrino, [67] che mi trovava gravemente amala[to] tutte le due volte che venne, ma senza vedermi, né ancora le ho scritto [?], perché appena posso fare qualche passo per la camera, assai …mente [?], a questa stagio[ne] di gran freddo, e nebia, ed ho bisogno dell’agiuto del S[igno]re perche mi dia forza e poter remediare alla tanta disgrazia.

Meneghina e Clemente godevano tanta di salute [?] e mi furono di tanto conforto con le amorose ed assidue loro cure per cui ho salvata la vita, ma ho sempre bisogno che Rizzardini [?] …rti [?] e per cui vi prego anche Voi di raccomandarmi, e farmi raccomanda[re] al S[igno]re.

Avevo sentito la disgrazia del povero … [?] e spero nella [?] abbia almeno qualche compenso ala fattale disgrazia, prega tutti di raccomandarmi al Signore.

… [?] [68] ti foste dato mandarmi pocche libbre di Patate Rosse, e bianche, ma belle, buone, e bene …ate [?], mi sarebbero care. Ma … [?] sane, sane, e buone, grandi.

Raccomandami al S[igno]re e saluta … [?] e sono tuo amato fratello

G. Battista

 

***

 

Doc. 26: 1881: 28 aprile [69]

 

Dolo 28 Aprile 81

Carissima Sorella Domenica – E’ da molto tempo che non vedo tue notizie, ora ti ripeto contezza [70] del mio statto, alla giornata [?], ma discretto, e di Meneghina.

Spero che la tua salute sarà buona, come quella di tutti. Ho [v]eduto Pellegrin ed ora sarà tornato [a Coi] ed allora [71] sapei che tutti stavano bene, come spero al presente.

Per la posta di oggi ti spedisco franchi 20 venti, e questi sono esclusivamente per te, tanto perche vedi il mio buon cuore, perche non posso di più per le continue spese nelle giornate [?]. Ti prego raccomandarmi al S[igno]re e tutti due, sono tuo carissimo fratello

G. Batta

 

 

 



[1] Nato a Coi il 30 marzo 1800. Al momento dell’iscrizione alle liste di leva (cfr. doc. più oltre) dichiara il 26 marzo. E’ il padre del senatore Clemente.

[2] Due fogli di cm. 21 x 31 di altezza. Il doc. a pp. 1-3.

[3] Fasene, fàsene, si fa ossia divide in…

[4] Avvi, avi.

[5] Interessante questa consapevolezza familiare, per quanto generica.

[6] Si rivolge al padre con il rispettoso «voi».

[7] Intende dire Andrea.

[8] Gio. Batta, nonostante il desiderio, conosce ben poco della propria famiglia, non solo degli antenati, ma persino dei congiunti.

[9] Lettera di cm. 17.5 x 24 di altezza, di pp. 4, con tracce del sigillo sul lato inferiore destro. Il doc. a pp. 1-2. A p. 4 l’indirizzo: «Per Espresso – Franca Di Porto – Al Sig.r Andrea Pellegrini ai Coi – S.to Nicolo Di Zoldo – Con un involto Seg[na]to Suo Nome».

[10] Tramesso, tramezzo, pacco.

[11] Botiro, burro.

[12] Brag[h]e, pantaloni

[13] Refato, rifatto, attribuendo cioè il suo nome ad altra persona, in questo caso la nipote.

[14] «Lui nel pute[lo]» è cancellato con un tratto di penna.

[15] E’ lo stesso giorno in cui scrive la lettera.

[16] Trascrizione dubbia; forse intende i bisi, cioè i piselli.

[17] Trascrizione dubbia; forse intende para, paia.

[18] Stringhe, fettucce o lacci.

[19] Méda, zia.

[20] Barba, zio.

[21] Lettera di cm. 19 x 28 di altezza, di pp. 2, con tracce del sigillo. Il doc. a p. 1. A p. 2 l’indirizzo: «Per Espresso – Al Sig.or Andrea Pellegrini ai Coi – S.t Nicolo Di Zoldo – con un involto seg[na]to S[uo] N[ome]».

[22] Lettera di cm. 23 x 33 di altezza, di pp. 2. Il doc. a pp. 1-2.

[23] Incontro, occasione.

[24] Interessante questa informazione sull’esistenza di una meridiana.

[25] Un foglio di cm. 17.5 x 23 di altezza, in parte prestampato. Il doc. a p. 1.

[26] Trascrizione pressoché impossibile di due parole abbreviate.

[27] Trascrizione dubbia, forse è nuda, cioè senza barba.

[28] Primitiva, fatta per la prima volta.

[29] Un foglio di cm. 24 x 39.5 di altezza. Il doc. a p. 1.

[30] Due fogli di cm. 19 x 27.5 di altezza. Il doc. a pp. 2-3.

[31] Lettera di cm. 21 x 30 di altezza, di pp. 2, con tracce del sigillo. Il doc. a p. 1. A p. 2 l’indirizzo: «Al Pregiatisi.o Sig.re – Il S.r Andrea Pellegrini – Zoldo – con una scatola».

[32] Sublimata, giunta al massimo livello.

[33] Lettera di cm. 19.5 x 18.5 di altezza, di pp. 2. Il doc. a pp. 1-2.