Libero Maso di Coi
Archivio
Storico
Confini
del monte pascolivo
di Goima
della Grava nel 1544 [1]
Definizione dei confini del monte pascolivo di Goima
della Grava (Zoldo Alto). 14 agosto 1544 [2]
Nel nome di Cristo Amen. L’anno della Natività del
medesimo mille cinquecento e quaranta quattro 1544. indizione seconda in giorno
di Giovedi [3] 14 del mese
Agosto nella Loggia di Zoldo, distretto di Cividal di Belluno, avanti il
Spettabile Signor Capitanio dell’istesso luoco, presenti Sier [4]
Pier Bortolo Bravo [?] di Aless.a [?],
Sier Bortolo detto China, Capitanio della Porta nominata Posterla di Cividal di
Belluno, e misier Battista [5]
Pittore della medesima Città di Belluno a ciò chiamati e pregati.
Ivi costituito il Magnifico Signor Giovanni Bressa
Nobile Travisano come Signore e Padrone del Monte di Goima della Grava posta
nella Pieve di Gavassio [6]
del distretto di Belluno da una, Giuliano del Cucco, Giovanni del Cucco, Pietro
q.m Paulo di Gavasio [7]
di Cordella, [8] Giacomo q.m Simon
di Gavasio, Giovanni Lunardo di Gavaso,
[9]
Giovanni Lucano di Gavasio, Nicolò q.m Giuliano di Goima, [10]
Battista q.m Andrea di Gavaso, Bernardo di Pietro dalla Gesia, Domenico di
Bortolo della Gesia, Lorenzo q.m Giacomo della Gesia, tuti Regolieri [11]
della villa [12] di Guoima
et Gavasio dall’altra, e Piero Figlio di Giacomo della Fior di Pecol deputato
dalli Regolieri di Pecol dall’altra, et Giovanni Luca q.m Pietro de’ Lucca
parimente deputato dalli Regolieri di Mareson, tutti insieme confinanti con
detto Monte Guoima della Grava, volendo ed intendendo per il bene della pace,
ed per schivare le liti che in qualunque modo nascere et cagionar si potessero
tra essi confinanti rinovare, ovvero descrivere li Confini del sudetto [13] Monte Goima [14]
della Grava, veduti prima particolarmente [15]
et occultamente [16] e parti
sopradette [17] li luoghi,
e confini del detto Monte unanimi, e concordi acciò li stessi Confini più
chiaramente si conoscano, li nomi speciali [18]
dissero, dichiararono, manifestarono et pubblicarono essere li infrascritti li
veri confini del sudetto Monte Goima della Grava del predetto magnifico Signor
Giovanni. Cioè.
Et prima verso sera cominciando dalla Sommità del
Monte ovvero sasso di Civita, [19]
e discendendo direttamente per il loco della Moazza [20]
qual è oltre l’acqua del Dugano [?] [21]
direttamente per opposto del sasso grande vicino alla strada segnato con alcune
croci, di qua della detta acqua del Dugano [?], e dal detto sasso ascendendo
per la Sommità della Costa di Lavel, ovvero della Palla [22]
Negra, e di poi venendo per traverso della detta Costa verso mattina, ove si
ritrovano certe croci in alcuni siti sino al luoco nominato la Creppa verda, e
da detto luogo venendo per traverso sino al colle di Busapè, qual è immediate
di qua di certo rivolo, ovvero d’acqua con fenire verso mattina per traverso di
detta Costa sino alla Valle della Cesetella o Ceserella, [23]
ovvero Vallare, e dal detto loco ascendendo per il spigolo della detta valle
sino alla Sommità di quella, e dalla Sommità della sudetta valle venendo verso
mattina sino alla metà della detta valle, e dal detto luoco ascendendo di sopra
sino alla sommità del luoco del Zouel, il qual luoco è de’ Regolieri di Guoima,
e di Donto, e poi ritornando per la sommità sino al luoco nominato le Argille
[?], [24]
il qual loco è del sudetto Magnifico Signor Giovanni, e Confina col Monte
chiamato Guoima dal Bosco del Signor Nicolò Persicino, andando per la sommità
del Monte sino al Palo della Colona, o Forcellane, [25]
vicino al qual Palo a perpetua memoria si deve ponere un termine di Pietra con
croci segnato, il qual termine confina verso niunora con li Regolieri di
Mareson, e verso mattina col Monte Goima del Bosco, e dall’altra parte col
Monte Guoima della Grava del Magnifico Signor Giovanni sudetto; e dal detto luoco
andando per la sommità del Monte verso niunora sino al Monte Marabiano, e dal
detto Luoco andando per le sommità verso niunora direttamente sino alla sommità
del Sasso della Crovera, e dal detto Luoco fenendo, ed ascendendo per il
spigolo del fondo sino alla sommità del Sasso Crodo. Li quali veramente nomi, e
confini come sopra manifestati e descritti tutti li predetti confinanti
vicendevolmente l’uno all’altro fermamente hanno promesso d’avere per fermi, e
rati, e valersi di quelli veri e legittimi nomi, e Confini, né in alcun modo
contraffare, dire, o contravvenire, con la refazione di tutti li danni e spese
e per interesse di lite, e fuori, con obbligazione di tutti li suoi beni
presenti, e futuri pienamente.
Delli stessi millesimo, et indizione il giorno primo
Settembre.
Misier Pietro figliolo di Giacomo della Fior in nome
proprio, ed altri Regolieri di Pecol, e Piero Paulo Panziera, e Giovanni Luca
q.m Piero di Luca in nome suo, e per nome d’altri Regolieri di Mareson, e
Valerio Stafier tanto in nome suo proprio, quanto per nome del Casal, e
Consorti dei Coi, Luca di Colus di Pianaz tanto in nome suo proprio, quanto
degli altri Regolieri di Pianaz, presenti il Spettabile Signor Gio. Batta
Persicino onorando Capitanio di Zoldo, e Sier Bortolo Bravo [?] d’Alessandria
q.m Pedrino [?] [26] Testimonj,
chiamati secondo l’ordine dato al tempo del sudetto istrumento celebrato tra il
Magnifico Signor Giovanni Bressa da una, e li sudetti Regolieri dall’altra,
data prima notizia alli Regolieri delle sudette Ville e luochi per fare le cose
insieme col mezzo di Giovanni Sorecino Officiale come lui medesimo ha riferto a
me Nodaro infrascritto si sieno portati al loco della Colonna o Forcellan per
causa di ponere li termini come qui a basso, e prima il termine di Pietra
segnato con le croci vicino al Palo, e al luoco del Palo sudetto a perpetua
memoria, come si contiene nel sudetto istrumento, il qual termine di Pietra fu
posto dalli stessi uomini e Regolieri con le croci come sopra alla presenza
delli sudetti Testimonj, e di me Nodaro come pure nell’ingresso della pianura
del luoco della Crovera fu scolpita una croce vicino ad altra croce in certo
Larese [27]
ivi esistente, andando verso nullora per detta pianura sino ad un pezzo [28]
nel quale è posta una croce,andando ancora sino ad un Larese verso nullora,
andando per modo di un Cubito sino ad altro Larese con due croci, andando sino
ad altro Larese sopra la Costa della Crovera, vicino a quali Laresi, e pezzi
così come sopra segnati con le croci a perpetua memoria, discendendo per la
detta Costa della Crovera sino al Sasso segnato con le croci, andando per il
spigolo verso il sasso segnato con la croce sopra la Creppa [29]
della Grava, e dal detto sasso discendendo alla Forcella della Grava, sino al
sasso segnato con le Croci sopra la strada, per la quale si va alla villa di
Pecol, e dal detto sasso ascendendo sino all’altro sasso in Capo della Creppa
della Tana, del luoco della Crovera, nel qual sasso fu fatta una croce, e dal
detto sasso sopra la punta del sasso crudo, di modo che la Creppa della Crovera
rimanga nel Monte della Grava del Magnifico Signor Giovanni predetto.
Sopra le quali tutte cose jo Giacomo Nodaro [30]
infrascritto per parte del medesimo Magnifico Signor Giovanni e delli detti
Regolieri fui pregato, acciò dovessi fare la pubblica Scrittura.
Io Giacomo Panciera di Zoldo figlio del discreto uomo
Misier Simon publico nodaro di Apostolica, ed Imperiale Autorità parimente e
Giudice Ordinario sono intervenuto a tutte le cose sudette e pregato scrissi
sottoscrivendomi col mio solito segno in fede delle cose sudette.
Lorenzo Gio. [… ?] q.m Spettabile Domino Mattio
pubblico Notaio di Veneta Autorità ricercato ha di propria mano fedelmente
scritto di parola in parola la sopradetta copia dal Protocollo B a carte 288
del sudetto q.m Domino Giacomo Panciera Nodaro, et in fede si è sottoscritto.
[1]
L’Archivio possiede fotocopia del documento, il cui originale appartiene
all’archivio della Parrocchia di San Tiziano (Zoldo Alto). La fotocopia è stata
cortesemente fornita dal dott. Roberto Cordella e dal per. min. Sante Iral.
[2] In
margine: Copia, 7:10
[3] Senza
accento.
[4] Questo
sier, scritto per esteso, documenta come si devono trascrivere certe abbreviazioni,
quindi non ser.
[5] Sarebbe
interessante sapere chi è questo pittore.
[6] E’ un
evidente lapsus calami del notaio.
[7] In questo
caso di Gavasio è cognome.
[8] Al
singolare, non Cordelle. Significa che gli abitanti di Cordelle erano prima a
Gavaz?
[9] Il notaio
italianizza il toponimo Gavaz a volte con Gavasio altre con Gavaso.
[10] Goima qui
come toponimo di una località ristretta, non dell’intera valle; stesso fenomeno
riscontrato per il toponimo Zoldo.
[11]
Annotazione: il termine era scritto, già allora, con l’iniziale maiuscola.
[12] Villa
al singolare, come realtà anagrafica unica, non come paesi separati, quali
fisicamente sono.
[13] Essendo
evidente che non c’è la doppia, nello sciogliere l’abbreviazione ho rispettato
il testo, conservando questo errore (per noi).
[14] Goima e
non l’arcaico Guoima, quindi già allora in via di abbandono.
[15]
Singolarmente.
[16] Cioè: con
i propri occhi, di persona.
[17] Da parte
delle rappresentanze sopraddette, proprietario e Regolieri vari.
[18]
Specifici.
[19] Interessante
questo bisogno di specificare, in quanto per le persone di allora monte era
riferito primariamente alla zona pascoliva e la nuda roccia era indicata con
(molto probabilmente) croda, che il notaio rende in italiano con sasso.
Interessante pure che si prenda come riferimento confinario la vetta,
mentre in qualche altro testo, tipo l’investitura rilasciata al forno fusorio
di Mareson, nel Quattrocento, ciò non era ben chiaro.
[20]
Probabilmente è un errore del notaio, che doveva scrivere Moiazza, ma lo
segnalo, perché personalmente non so
escludere si tratti di un arcaismo linguistico.
[21] Non
conoscendo la zona. A meno che non sia da leggere (come sarebbe possibile) Dugavo,
mi chiedo se è il torrente Duran (in ogni caso Duran, con la finale n e non m,
come appare anche dall’altro documento) e se la consonante g al posto della r
sia un errore (ma non credo) del notaio o, anche in questo caso, un arcaismo
linguistico.
[22] Così
l’italianizzazione del notaio. La Pala Negra ha, dunque, un nome più antico?
C’è ancora traccia?
[23] In ogni
caso significa Valle della Chiesuola, evidentemente perché c’era un’edicola
sacra.
[24] Lettura
dubbia del toponimo.
[25] Sotto il
toponimo è scritto Forcellan.
[26] Lettura
dubbia del nome.
[27] Questi
larici e abeti erano, come sappiamo, ben identificati dalle persone di allora,
ma supporto non utile per i tempi successivi e avrebbero dovuto essere
rinnovati; dove ciò non è stato fatto, si è perso un segno di confine, sicché
per noi oggi è meno certo, in alcuni tratti, tracciarne la linea.
[28] Abete.
[29] Altro
tentativo di italianizzazione (tramite la doppia), ad opera del notaio.
[30] Da qui in
poi è d’altra mano, forse quella del secondo notaio, di cui non ho compreso il
cognome. Il termine “Nodaro” sostituisce, cancellato con un tratto di penna, il
termine “Panciera”.