Libero Maso di Coi

 

 

Archivio Storico

 

Doc. 24 giugno 1757

della fusinella sul Pramper [1]

 

Copia.

In Christi nomine. Amen. L’Anno di nostra Salute 1757, Indizione quinta di Venerdì 24 Giugno, in Casa di me Nodaro posta à Dozza di Zoldo Bellunese, Presenti Giacomo quondam Antonio Colletti dalla Pieve di Sant Felise abitante à Astragal, e Pellegrino figlio di me Nodaro Testimonij richiesti, e rogati.

Qui misier Zuanne quondam Nicolò Sommariva andando real debitor verso Domino Giacomo Prà Nodaro quondam Pietro per summa di Lire 1440:-- debito di prò de Livello, Colte, ed altro, qual summa di debito lauda, e conferma, ne sapendo in qual altra forma rendere sodisfatto il Creditore del suo giusto avere, se non colla vendita dell’infrascitti effetti. Perciò detto Zuanne per se, eredi, e successori suoi hà datto, venduto, ed in pagamento come sopra liberamente trasferitto al suddetto Domino Giacomo Prà qua presente per se, eredi, e successori suoi stipulante, compratore, ricettore à buon conto del suo avere.

1) Una Zocca da Chioderotto nella Fussinela Nova detta del Fologn sopra l’Acqua del Pramper, la Zocca destra nel terzo Fuogo, con suo Fittor di pesso di ff. 70,[2] con suo Carbonil, e cadaune sue ragioni à quella spetanti.

2) Campo arrativo di Calvie 3 circa sopra le case di Sommariva, confina à mattina strada, à mezodì me nodaro infrascritto, sera Trozo, septentrion Marco Lovat.

3) La sua Casa Dominicale, nella Villa di Sommariva consistente in quatro stanze, cioè Caneva in fondamenta, con Portico, Cosina, stua, e Caneva in Fraccadura, con Pozolo, ò sia sollaro, soffitta, e Coperto sopra, trà questi confini à mattina andata,[3] mezodì, e sera Aria [?],[4] septentrion Florian Sommariva uxore nomine.

4) Un mezo Tabiado, con strada sotto, Era[5] da batter pur à Sommariva [,] tocatogli in Divisione colle Figlie del quondam Zuanne Sommariva sue Germane,[6] con cadaune sue ragioni, confina à mattina strada, mezodì Paulo Sommariva, sera Eredi del quondam Francesco Sommariva, septentrion strada, ò sia Aria.

5) Un altro pezzo di Tabiado in detto loco fù di Bortolo Sommariva, con mezza la strada sotto Pallancini, Alcari,[7] e Coperto sopra, à mattina, e septentrion Paulo Sommariva, mezodì Chiusura, sera Horti, con sue ragioni di due Ere da batter, e cadaune altre sue ragioni. Ad aver per esso Comprator, ò eredi detti effetti tener, goder posseder, disponer, et far ogni sua libera volontà, con sue entrate, ed uscite solite. Ed questo per prezio di Lire 1440:--, salve però la stima da farsi da Peritti de’ coprizione. Renontiando detto Venditor per li sudetti pagamenti ad ogni eccetione, in forma. Chiamandosi intieramente pagato, e sodisfatto. Dandoli, ed attribuendoli l’attual, e Corporal possesso in forma solene. Prometendo sopra queli d’esit.,[8] manutenzione, et di legittima diffesa contro qualunque Persona, ed università,[9] in litte, e fuori di Giudizio, à proprie sue spese, danni, ed interessi sopra tutti, e cadauni altri suoi Beni presenti, e venturi.[10] L. D. M. S.[11]

Non ostante l’istromento di libera vendita sudetto il prefatto domino Giacomo Prà d’urbanità per se, eredi hà fatto patto, che possa il sudetto Zuanne Sommariva recuperar li stabili contenuti nel Instromento odierno di mia mano coll’esborso delle Lire 1440:-- anco in più volte, col solo reffacimento [?] di spese, e dacio intiero appresso il Comprator, ò Eredi. E prometendo le parti per loro, eredi, e successori aver il presente Instromento, con le cose in esso contenute, ed espresse fermo, e ratto, gratto sott’obligatione. L. D. M. S.

Gio. Antonio Maria quondam Pellegrino Pellegrini per Veneta Auto rità Nodaro, e del Collegio di Belluno così richiesto hò dal mio secondo Protocholo fedelmente estrato. In quorum [fidem].

           

 

 



[1] Tra i 131 documenti del Fondo «Roberto Pra» (Forno di Zoldo), conservati nella busta n. 4 dell’Archivio Storico, il 17 aprile 2004 è stato trascritto quello n. 13. Sono state sciolte le abbreviazioni. La trascrizione il 30 aprile 2004 è stato inviato al prof. Raffaello Vergani

[2] Il prof. Vergani ha fatto sapere (25.4.2004) che si potrebbe intendere 70 libbre, cioè circa 35 chilogrammi.

[3] Italianizzazione della parola dialettale ladina «andada», cioè «strada di passaggio» tra due case, due abitazioni o altre due strade, principali.

[4] Leggo così, anche se non sembra giusto, però se ne capisce il seno; del resto il termine si ripete al punto 4.

[5] Spazio del fienile piuttosto ampio, che immette alle žópe o fosse del fieno; l’èra è comune, mentre le žópe sono dei singoli condomini del fienile. Tale spazio permette, con la sua ampiezza, di battere la fava (cfr. punto 5) e, quando era la vigilia di qualche festa patronale, era in esso che si ballava; ma con divieto assoluto, e ovvio, di portare fiammiferi o di fumare (cfr, al riguardo una pagina di Luigi Lazzarin).

[6] Cugine.

[7] Sia i palanžìn che gli alchèr sono parti del fienile.

[8] Verbo non ben compreso, che fa parte del formulario rituale.

[9] Associazione.

[10] Anche questa è una frase del rituale; in realtà credo al venditore restasse ben poco, dopo simile saldo del debito. Tanto più che poi il Prà, d’ urbanità… concede una nuova possibilità di saldo.

[11] Finale di rito: Lode a Dio e a Maria Santissima.