Libero Maso di Coi

 

 

Archivio Storico

 

Documenti del 1595, 1660 e 1661

sui beni dell’altare di San Mattia (Belluno)

costituenti il maso di Pianaz

 

Alle pp. 263-271 di «Le Regole di Zoldo e le investiture della Serenissima», Fl. PELLEGRINI e P. MONEGO hanno pubblicato (2003) l’investitura livellaria del maso di Pianaz del 5 ottobre 1535, rilasciata a conferma di altra del 14 novembre 1411, che già non era la prima. Tale documento è posseduto da questo Archivio Storico.

Presso l’Archivio Storico del Comune di Zoldo Alto, il Registro n. I della Regola Grande dai Coi, alle pp. 15-42, contiene il testo della successiva rinnovazione, del 7 gennaio 1595, che qui pubblichiamo per la prima volta, come doc. 1. Alcune osservazioni: il toponimo Pianaz spesso è reso Pienaz; interessante l’onomastico Andrida; Colus, cioè «Nicoletto», è sia nome che cognome; il cognome Martini appare nella forma arcaica di de Martin; il cognome Filippo è de Felippo; il cognome Balestra è Balestraz; è documentata la presenza di Scarzanella come regolieri di Coi; Talinera è detto Zanilinera; abbiamo pure una preziosa informazione sul Rù Bagnadors, ossia che «adesso» [per allora] detto Vescovato, Vescovà.

Il nostro Archivio possiede copia originale del secondo documento, 2/A, del 1660-1661, esso pure sinora inedito. Il nostro Archivio possiede pure una sintesi di tale documento, sempre in copia d’epoca, e qui è trascritto (inedito) come doc. 2/B.

Dell’Archivio Storico del Comune di Zoldo Alto è, infine, il doc. 3, del 4 marzo 1661, riportato alle pp. 44-59 del Registro n. I della Regola Grande dai Coi; esso pure è inedito. Si tratta di un documento di straordinaria importanza giuridica, in quanto relativo a beni collettivi sui quali, nel contempo, era rilasciata investitura da parte del Magistrato ai Beni Communali della Serenissima. Tale coincidenza prova,  incontestabile, il carattere privatistico di tali beni e che alle famiglie titolari, come pure al titolare dell’altare proprietario, non interessavano le questioni astratte sulla natura giuridica dei beni, quanto possedere un attestato del rispettivo buon diritto.

 

Doc. 1: Investitura livellaria del 7 gennaio 1595

 

L’Anno della Natività del Nostro Signore Giesù Cristo 1595, Indictione ottava, il dì veramente di zobbia alli 7 di Genaro, in casa o vero Canonica, nella sala dell’molto Illustre Reverendo misier Pre Alvise Doglion al presente Cappellano della Chiesa della Cappella di san Vito alla Pieve di Zoldo; Presenti esso Reverendo Prete, Nadalin Snaider al presente official di Zoldo, sier Zuanne Panciera q.m Andrea, et Baldisera q.m Vettor de Martin da Mareso[n], testimonij all’Infrascritte Cose avuti, chiamatti, et pregatti.

Essendo, che sin dall’anno 1535, Indictione ottava, a dì veramente di Marti alli 15 del mese di Ottobre il q.m Venerabil, et Reverendo q.m misier Gio. Antonio del Cimador q.m Martin Nodaro, et Nobile di Belluno per causa de renovatione per se, et Hheredi, gratis, et de gratia special, et per raggion di livello perpetuale habbia datto a Livello perpetuale in enfeutim, et haver renovatto pur in ca[p]o di ogni 29 anni a Simon q.m Antonio de Colus da Pianaz della Pieve di Zoldo, per nome suo proprio, et come Procurator delli altri consorti Cappellani, all’hora Rettor dell’altar di san Mattia posto nella Chiesa Cattedrale di Belluno con li patti, promissioni, obligationi, renuntiationi, pena, et altre cose contenute in detto Instrumento di renovactione, come delle predette cose io Lelio Persicino Nodaro Infrascritto hò veduto constare publico Instrumento di mano del q.m misier Zan Francesco figlio del q.m egregio Homo Marco de Mozzoni, cognominatto dale Biave Bergamasco, et Cittadin habbitante nella Città di Belluno sotto l’anno sopradetto 1535, al qual l’infrascritte Parte in tutto si riportano.

Di qui è che bene veramente hoggi zorno sono tenutti, et obligatti, come ogni uno delli Infrascritti nominati per loro Zuramento, a loro datoli per me Nodaro dicchiarò, et affermorno, trà li suoi Confini, onde che essendo già molto tempo corso il termine di rinovar iterum, et di novo esso Instrumento iusta la forma de i Statutti di Belluno, foglio 58, et essendo anco l’obligo di detti Livellarii come in detto Statutto foglio 58 si contiene, acciò anco le ragioni delli predetti non periscano.

Di qui viene che hoggi sier Antonio Zampol q.m sier Alvise del Capitolo di Zoldo, come legitimo Procurator del Venerabil, et Reverendo misier Pre Antonio Longo q.m misier Bortolamio al presente Rettor del Altar predetto di San, posto nella Chiesa Cattedral di Belluno, come in essa Procura appar qui sotto registrata per se, et in detto altar Successori in ogni miglior modo, via, rasson et forma, alle quali più, et meglio puote, et può, et a lui lecito, et fù lecito, et per raggione, et causa di renovactione enfitiorica, et reconcessione Livellaria, concesse a Fiorian de i Coi q.m Andrea, Iseppo q.m Simon de Colus, facendo per nome di Antonio suo Fratelo absente, ma in conveniente habbitante, per il quale promette anco di rato ne i suoi proprii Beni di Pienaz, Francesco Cappelaro [=Cappeller] da Pianaz q.m Giacomo, Nicolò Bastian di Colus da Pienaz, Battista de Colus q.m Zan, Andrea da Pienaz absente ma che ratificare, Piero q.m Zandeno [?] de Colus da Pienaz, Matthio de Vido q.m Vido da Pienaz, Jacomo q.m Collò de Colus da Pienaz, Lindia… [?] dai Coi sta in Marason, Andrida Herede del q.m Jacomo de Colus de Pienaz absente ma che ratificare, Rizardo da i Coi q.m Valier, Colus q.m Francesco de Colus da Pianaz, Mattio q.m Donà de Colus da Pienaz, sier Tomaso della Ripa q.m Francesco habbita al presente a Dont absente ma che ratificare, Andrea Scarzanela q.m Zan Jacomo da i Coi, Antonio Scarzanela suo Fratello da i Coi, tutti del Capitolo di Zoldo per se, loro Hheredi stipulanti, et per raggion et nome de renovation, et a Livello perpetuale in enfitheusin recevventi, renuando per un corso di vintinove anni iusta la forma delli antedetti Statutti di Bellum, foglio 58, perpetuamente li Infrascritti Beni per presente Instrumento di renuatione contenuti cioè è:

Primo una Casa con stala, stavoli, corte, cortivo, et horti, che si veggono insieme con terre arrative, prative, boschive, Campagne, Boschi, et terra de Boschi essistenti nella Villa de Pianaz, et sue Pertinentie, hora affitate, et possessi detti Beni tra essi Consorti come ogni uno di loro medesimi affermano con loro Juramento, posti tutti essi beni fra li Confini: a mattina Pol de i Coi, et Tomaso, et Fiori[a]no de Martin, Colus de Colus, Allessandro Panciera, et il Rui di Zanilinera; a mezzo dì detto Rui sino al Fiume del maè; a sera l’aqua del Maè sino a i Campi di Luger Pancera, confinante fino alla Croce, et Battista de i Toni di Alegge, et Consorti fino alla Cima de i monti a circa riva Rossa [?] confinante con quelli di Alessandro, et che va fino al Rui di Bagnadors adesso detto Vescovato, et che viene fino alla via publica. Et dal altra sententrion Zan Maria de Felippo et Colò de Luca de Marason, confinante in lo Pelf, confinante con i Pradi delli Hheredi q.m Simon Balestraz da Pecol, fino a Rui della Cavallara, confinando con Andrea Panciera, et Battista da Coi, et Toni di Alegge, et Consorti sino alla Cima de i monti, a detta Boaha Biancha confinante a quella di Allese.

Item un Prado in Luogo ditto Val di Sera, in esse pertinenze de Pianaz, de producion de Carra dodese de Fen in circa, adesso possesso parte per Jacomo de Colus, et parte da Battista de i Coi, Titta, e Mattio de Colus Fratelli; A mattina Tomas de Col, a mezzodì pascol, a sera Titta q.m Jacomo de Brusadaz, a sententrion sopra de Formedal.

Item detto pra [che] è chiamato il Pra de Retorbol de Zan Buf, hora possesso per Nane de Brusadaz q.m Michiel, de Carra sei in circa; a mattina pascol, a mezzo dì Tomas de Col, a sera Andrea Scarzanella, a sententrion pascol, et via publica.

Item una Casa nella Villa da i Coi con stalle, strade, terre, e Prati sora il tutto possesso dalli sopra nominati Livellarii da i Coi tra di loro in più parte; a mattina pascol, a mezzo dì Rizzardo da i Coi et fratelli, a sera Bortolamio Panciera, Pellegrin Panciera, et Jacomo de Pianaz, a null’hora [=ovest] pascol.

Item il Prà chiamatto a Col di Anzol, posto in luogo detto il Monte de Sot Pelf, de Producion de Cara sedese fen in circa, possesso al presente parte da Biston da i Coi, et l’altra parte da Piero di Colus predetto; a mattina pascol, a mezzo dì Rui Sfondrà, sera Biston da i Coi, a sententrion Sas de Pelf cioè Pascol.

Item che li predetti Consorti tutti sopra nominatti, Livellarii possino, vogliano, siano tenutti, et debbano, ad ogni [loro] beneplacito montegar, pascolar, con suoi animali, de i proveditori proprii, et altri particolari, come universalii de quei de Fusina, sopra il monte di Guoima, et Campagne Commune, et anco al tempo debbito segar, et far tutte le altre cose in detto monte come facevano li altri huomini al tempo della presente renovatione 1535, et anco avanti, come consta nelli predetti Instromenti per me infrascritto nodaro visti, et letti, et anco al presente letti alla presenza delli infrascritti Testimonii, come anco li predetti Consorti presenti affermorno fino al presente haver ciò fatto fino al presente giorno, ad haver, tener, et per raggion di Livello perpetuo goder, et posseder, et far tutto quello, che a detti nominatti di sopra Livellarii, et suoi heredi per l’avenir gli parerà, et piacerà perpetuamente, con tutte, et cadaune cose che frà li predetti Confini si contengono, ò altri se ne fossero, col andar et venir fino alle vie publiche, et con tutte, et cadaune cose che detti beni rispetto al util dominio loro sopra di se, tra di se, overo frà di se integralmente con ogni ragion, et attion, uso, ò redicione infra et c.

Il possesso di essi Beni, il qual gli predetti Consorti Livellarii hano, et fino hora hano havutto, et quelli in quello confirmando, promettendo detto misier Antonio Zasell [?] per nome come di sopra, per se et suoi heredi, et in detto Altare successori, alli predetti Livellarii come di sopra stipulanti non di far mai lite alcuna, question, ò contraversia di detti Beni in quanto al util dominio, in ciascuno tempo, ne consentir che altri li faccia, ma essi beni a quei medesimi per detto rispetto particolarmente, et in tutto da ogni uomo per detto commun, colleggio, et università legittimamente diffendere, auctorizar, et realmente mantenir. Et questo al incontro per detti Livellarii nominati come di sopra per se, et loro Hheredi promissero, et al prefatto misier Antonio Procurator come di sopra Rettor, et Altarista al presente del predetto Altare per se, et in detto Altare successori, stipulante a lui medemo Reverendo sier Prè Antonio Longo, et in detto Altare successori dar, et pagar, et effetualmente numerar ogni anno alla Festa di San Martino otto giorni avanti, overo otto doppo detta festa fatta per ragion et nome di Livello perpetuo di detti Beni nella Città di Belluno, alla sua solita Casa di habbitatione, Lire cinquanta di bon[.?.], con questi patti, et condizioni trà di loro con solenne stipulatione havuti et firmati, cioè che se detti Consorti Livellarii di sopra nominatti, ò vero per Hheredi, ò vero ciascuno di loro non pagassero detto Livello, che nel secondo anno quello il doppio siano tenutti pagar, et così del secondo sino al terzo, ma se per tre anni continui non haveranno pagato esso Livello caschino, et si intendino esser cascati da ogni sua raggion di detto Livello, et quella raggion di quello prevenga in esso pren., se gli piacerà, et niente di meno esse livellarie pensione pagare, e non pagate con il doppio siano tenutti pagare, et così del secondo sino al terzo, ma se per tre anni continui non haveranno pagato, siano tenutti pagar con il doppio.

Item se alcuna di dette parte le ragioni sue di detto Livello in alcun tempo, ò altamente ostasse alienar, sia tenutta quelle presentar, et denunciar al altra parte per quindese giorni avanti se venda, et quelli per Lire cinque per minor precio che di alcun altro potesse haver, sia tenutta dover [?] vender, ma se la Parte alla qualle sarà statto denunciato che dette ragioni non vorà comprar al hora, passati detti giorni quindese, la parte che volesse vender impunemente possa vender a cadaun, che se vorrà, di modo che venda in tutto, e non parte et anco solamente a detti Livellarii, et suoi Hheredi, non li sia lecito vender, ò vero in altro modo alienar dette sue ragioni a persone prohibitte dale Leggi, et raggion. Onde che le ragioni di esso Altare così nella pension, come nella renovatione potesse perder, sminuir ò patir cosa alcuna, altrimenti detta venditione fatta sia, et si intendi di niun valore, forza, ò momento.

Le qual cose tutte sopra dette promittono dette parte una al altra, l’altra al una, haver ferme, et rate, osservar, adempire, et non contra far, dir, ò venir in Giuditio per sé, ò per altri per alcuna raggion, ò Cause di raggion, ò di fatto, che fussero contrarie alle contenutte, et permessi nel presente Instromento, sotto pena di Lire cento [de] piccoli, et reffection di una parte all’altra de tutti li danni, spese, et interesse, così in Lite, come fuori di Lite, et giuditio, che una parte et l’altra, de tutti et cadauna sorte de loro Beni presenti, et futuri; la qual pena pagata e non pagata, tutte le cose però predette restino ferme, et conseguischino il loro debito effetto, realmente, che però la presente investitura, et rinovatione non sii di pregiudictio, a ciascuna raggion, et obligation in altri beni, che si ritrovassero obligatti al detto Livello oltre i predetti, contenutti nel presente Instromento. A laude di Dio, et della Gloriosa Vergine Maria sua Madre. Amen.

 

***

 

Tenor della Procura come qui sottoscritto.

Nel Nome d’Iddio, Amen. Per il presente publico Instrumento  a ciascuna persona si fà evidentemente notto, et palese qualmente l’anno 1594 Indictione settima a dì veramente di zobbia alli quindese del mese di decembrio, di me Nodaro infrascritto alla presentia, et delli infrascritti testimonii, a ciò pregati, et chiamatti personalmente, costituido il Reverendo misier Pre Antonio Longo come Rettor, et Altarista dell’altar di San Mattia posto nella Chiesa Cattedrale di Belluno per [=su iniziativa di] quelli della Nobile Famiglia de Anzoni, con ogni miglior via, modo, et forma alle quali più meglio potté et può, li fù lecito, et li è lecito fare costituzione et solennemente ordinò suo vero, legittimo et indubbitato nuncio, commesso, et Procurator misier Antonio di Zampol da Zoldo, absente et non presente, specialmente et espressamente a renovar, et specialmente sotto raggioni, et tittolo di rinovation cieder tutti li Beni di ciascuna parte sottoposti, et obligati al predetto altare di San Mattia, di raggion pervenuto della Nobile Famiglia Anzoni, così come li Consorti di Colus come con altri così per virtù di prescritto Instrumento di Livello anno 1411 de dì quattro del mese di novembre, di asserta mano del q.m misier Antonio, et q.m Alessandro Anzoni nodaro Publico, come per Virtù dell’Instrumento sotto titolo di rinovatione Livellaria dell’anno 1535 de dì cinque del mese di ottobre, di asserta mano del q.m misier Francesco di Mozzochi cognominato delle Biave, et a stipula Instrumento Publico per nome di detto Reverendo, et a far tutte le cose, et ciascuna di quelle che nelle cose premesse esso Reverendo Constituente potesse personalmente presente, promettendo che tutto quello sarà fatto, et procuratto per l’antedetto Constituto perpetuamente haver fermo, e rato sotto obligatione di tutti li Beni presenti e futuri, con reffetione de dani, spese, et interesse, così in Lite come fuori di Litte, et me infrascritto nodaro pregò che uno, ò più, sopra ciò li faccia Instrumento Publico. A laude di Dio furono fatte le sopradette cose nella Città di Belluno, appresso la Casa di misiero Battista de Foglia, posta nella contrada de Faveri, l’anno, Indictione, giorno, mese come di sopra; Presenti il Reverendo misier Vettor Cordegno f[iglio del] q.m misier Giulio, misier Piero figlio q.m misiero Zuanne Fontana, Testimonii avutti.

Io Silvestro fù q.m misier Alessandro Castrodardo di Apostolica auttorità publico nodaro, et Zudice ordinario, a tutte le cose sopra dette fui presente, [ho] scritto, et dal mio original, così richiesto, fidelmente hò copiatto, et in fede di ciò il mio solito nome et segno hò posto.

 

L’anno sopra detto 1595, Indictione ottava, a dì veramente di Sabbo alli sette del mese di Genaro nella casa del Capitolo di Zoldo, Presenti sier Gasparo Panciera detto Baia q.m misier Valerio, et sier Zuane Panciera q.m domino Andrea, testimonii alle sopradette cose, havutti et pregatti.

Constituitto ivi alla presenza di detti Testimonii, et me Infrascritto Nodaro sier Zan Luca deVido q.m sier Mattio della Villa di Pianaz nominatto nel sopra detto Instrumento per se, et suoi Hheredi, lettoli il sopradetto Instrumento di rinovatione in tutto, et per tutto come in quello si contiene, quello in tutto, et per tutto laudò, et approbbò come in quello si contiene, sotto obligatione di tutti i suoi beni presenti e futturi. A laude di Dio. Amen.

 

L’anno sopra detto 1595, Indictione ottava, a dì otto del mese di Genaro nella Casa del Capitolo di Zoldo, presenti il sier Valiero q.m sier Colò, et Agostino figliolo del q.m Beveniù da Zoppè Territorio di Cadore testimonii havuti et pregati alle cose Infrascritte, et constituido alla presenza di me Nodaro, et Testimonii Infrascritti Battista q.m Zan Donà de Colus de Pienaz nominato nel sopradetto Instrumento di renovatione per se, et suoi Hheredi, lettoli il detto In strumento, in tutto et per tutto laudò, et approbbò come in quello si contiene, sotto obligatione di tutti li suoi beni presenti, e futturi. A laude di Dio. Amen.

 

L’anno sopra detto 1595, Indictione ottava, a dì veramente di Marti diese del mese di Genaro, in casa delli magnifici Sessa posta nella Villa di Dont Capitolo di Zoldo, presenti Iseppo di Toni della Lacera de Muriones, et mistro Carlo q.m Domini Zan Luca de Colus q.m Simon de Pienaz nominatti nel sopradetto Instrumento di renovactione per se et loro Hheredi, lettoli detto Instrumento di renovactione in tutto, et per tutto come in quello si contiene, quello istesso in tutto et per tutto laudorno, et approborno come in quello si contiene, sotta obligatione di tutti li loro beni presenti, e futturi. A laude di Dio. Amen.

 

L’anno sopra detto 1595, Indictione ottava, a dì veramente di Luni penultimo del mese di Genaro, in Casa del Capitolo di Zoldo, presenti sier Pelegrin della Fiera q.m Simon da Mareson, et pers. Titta de March da Caprile Territorio di Cadore al presente habbitante nel Territorio di Zoldo, Testimonii havutti, et pregatti all’infrascritte cose. Costituita alla presenza di me Nodaro, et Testimonii Domina Andrida nominata nel sopra detto Instrumento di renovatione come ehrede della q.m Domina Zuanna q.m Jacomo de Colus sua madre per se et suoi hheredi, lettoli il detto Instrumento di renovactione in tutto, et per tutto come in quello si contiene, quel istesso in tutto et per tutto laudò et approbò come in quello si contiene, sotto obligatione di tutti li suoi Beni presenti, et futuri. A laude di Dio. Amen.

 

Ego Lelius Persicinus q.m Nobilis Boniffiis domini Marci praesens Appostolica Imperiali auctoritate nottarius, et Iudex ordinarius, supradictis omnibus interfui et rogatus scribere scripsi, et in hanc publicam formam redigi, in quorum fidem me subscripsi adiungens meum solitum signum ac nomine apposui. Laus Deo. – Locus + Sigilli notarii.

 

***

 

Doc. 2/A: Inventario dei beni al 29 settembre 1660

 

Coppia. – In nome de Cristo Signor nostro così sia. L’anno del parto della Vergine mille seicento e sessanta indizione XIII. di Domenica li 24 Ottobrio [1] in casa di Zan Bat[tis]ta q.m Fran[ces]co Panciera posta nella regola delle Fusine del Capitaniato di Zoldo Territorio di Belluno etc.

In esecuzione del sottoscrito ordine; et mandato inerendo ad altre scritture passate fù per me infrascrito Nodaro a ciò deputato dato principio all’infrascrito inventario delli efetti, livelli, o rendite dell’Altare di S. Mattia nella Chiesa Cattedrale domo di Belluno, scuodesi dagli infrascriti denoncianti nel sudeto capitaniato di Zoldo. Onde per la debita comissione et ordine è stato publicato il presente mandato del senso come segue.

 

Marin Zorzi 2.do Podestà, e Capitanio.

Ad instanza del R[everen]do D[omino] Antonio Gaia di Belluno, et Altarista di S. Mattia nella Chiesa Cattedrale di Belluno si fà pubblicamente sapere, et intendere a qualunque livellario, et Afituale del sudetto M[ol]to R[everen]do instante, che nel termine di giorni quindici seguenti alla pubblicatione del presente debba esser andato a darsi in nota dal Sig.r Baldassar Prà Nod[ar]o Pubblico di quanto paga et è tenuto annualmente pagare al Sud[ett]to per causa d’affiti, o livelli, o qualsivoglia altra rendita al sud.to Beneficio, et Altarista situato nella Cappella di Zoldo, [2] e questo doverà esser fatto da qualsivoglia persona con suo giuramento e sotto pena di ducati 25 contro qualunque acciò resti rinovato l’inventario di detto Beneficio conforme le leggi, e statuti, che così intende e vuole il sudetto instante rinovare… [3] Altrim[en]ti passato dato termine, sarà proveduto contro cadauna persona iremissibilmente, che così si notifica ad ogni buon fine, et pro ut etc Salvis etc.

Belluno 23 Set.re 1660

Marin Zorzi 2.do Podestà, e Capitanio

Desiderio Lippo Nod.ro de Mand[a]to etc.

 

Addi 29 Settembre 1660

Attesto io Gian Vettore Talamini curato a S. Nicolò dalle Fusine aver nel detto giorno pubblicato il presente Mandato tra la sollennità della Santa Messa, et esortato gli obbligati all’intro[scrit]to Altarista a darsi in nota nel detto termine, il tutto fù con licenzia di pubblicare concessami in cuore [?] da Monsig[no]r Ill.mo, e Rev.mo Vescovo, e Conte di Belluno, in forza di che etc.

io Gio. V. di sopra

 

Et perciò dicta die ut supra.

Cons[titui]to etc. M[isie]r Giacomo q.m Lorenzo Panciera da Marason con suo giuramento per nome suo, e delli M.r Bortolo q.m Mattio, M.r Thomaso q.m Gio. Batta, M.r Nicolò q.m Appoll[oni]o, M.r Mattio q.m Vettor, M.r Vettor q.m Paolo altri consorti Panciera per se etc denontiò esser tenuti pagare all’altar di S. Mattia in domo di Belluno sive Rev.do Altarista, che di tempo in tempo succede, soldi 13 per capital [de] L. --- ogni anno da S. Martin sopra li beni, e pradi nom[ina]ti a Tanna nel Regolado da i Coi della quantità che si ritrovano e siccome pagavano li suoi antenati. – L. ---:13

Con.to etc. M.r Antonio q.m Z[an] [ ?] Nicolò dalla Costa per se se denunciò con suo giuramento esser tenuto pagar et obbligato pagar in perpetuo ogn’anno da S. Martin all’altar sud[det]to di S. Mattia sive Rev.do Altarista di quello che di tempo in tempo succede soldi dodesi, e mezzo per capitale de L. --- obbligando nuovamente gli infrascritti beni quali ad altri disse non esser obbligati [4] e ciò per cauzione, e Manutenzione di esso altare etc. Prado detto dall’acqua nella Monte da Iral de campi trè in circa tra questi confini a Mattina Domenico q.m Bernardin dalla Costa, a Mezodì strada, a sera Eredi q.m Zuanne Iral, et a Sett[entrio]n Giacomo q.m Domenico dalla Costa salvis etc. – L. ---:12 ½

Con.to etc. M.r Zammaria q.m Giacomo Colus da Pianaz per se et Eredi con suo giuramento denonciò pagar annualmente, in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia sudeto, sive al R.do Altarista di quello che di tempo in tempo succede soldi dodese per capital di L. --- obbligando di presente e nuovamente per se, et eredi un pezzo di campo arr[ativo] de calvie due in circa seme posto nel regolado da i Coi loco detto alla Longaiola tra questi confini a Mattina d[et]to denunciante, a Mezodì, et S[etten]trion strada, et a sera Ruat [?] salvis etc dicendo ad altri non esser obligato. – L. ---:12

Con.to etc. M.r Andrea Figliolo del q.m Piero da i Coi come successo nelle ragioni del q.m Andrea Scarzanella per se etc. denunciò pagar in perpetuo e ciò con suo giuramento ogn’anno da S. Martin all’Altar di S. Mattia sud.to sive al Rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede soldi dodese per capitale di L. --- obbligando nuovamente alla manutenzione di sud.to altare campo arr[ativo] nominato alla val de Pael nel regolado da i Coi de quantità de calvie do, et mezza in circa. Confina a Mattina Piero de Fiorio, a Mezzodì Giacomo q.m Tizian Rizzardini, a Sera Nicolò Panciera, a S[etten]trion Vall[enti]n Scarzanella salvis etc dicendo quod non esser obbligato ad altro. – L. ---:12

Con.to etc. M.r Giacomo q.m Tizian Rizzardini de Col da i Coi come successo nelle r[agio]ni del q.m Giacomo Scarzanella per se et eredi con suo giura[me]nto denonciò esser tenuto pagar annual.te in perpetuo ogn’anno da S. Martin all’Altar di S. Mattia sud.to sive all’Altarista di quello, che di tempo in tempo succede soldi dodese per capital di L. ---, obbligando di presente, e nuovamente pezzo di campo arr[ativo] di cal[vie] una in circa seme posto nel regolado da i Coi loco detto al pecol tra questi confini a mattina e mezzodì Andrea de Piero dai Coi, a sera Strada, a S.trion Nicolò Pan.ra, salvi altri più veri confini, qual campo disse non esser ad alcuno obbligato. – L. ---:12.

Con.to etc. M.r Vallentin q.m Bortolo Scarzanella da i Coi per se, et eredi con suo giuramento denonciò esser tenuto pagare annialm.te in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia sud.to sive al Rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede lire una e soldi quattro per capitale di L. --- , obbligando di presente alla manutenzione di esso altare campo arr[ativo] di calvie una in circa seme posto nel regolado da i Coi loco detto alla Mezzazoia [?] tra questi confini [a mattina] Piero de Fiorio, a Mezzodì Andrea de Piero da i Coi, a Sera Antonio dalla Costa, a S.trion Michiel Sevolier salvis etc dicendo esso campo ad alcun altro non esser obbligato. – L. 1:4

Con.to etc. M.r Zuanne q.m Zammaria Scarzanella per se, et eredi denonciò pagar annualm.te in perpetuo e ciò con suo giuramento all’altar di S. Mattia sud.to sive all’Altarista di quello che di tempo in tempo succede soldi dieci per capital de L. --- ogn’anno da San Martin etc. obbligando di presente, et novam.te per manutenzione, e cauzione di esso Altare uno pezzo di campo arr. de cal. una in circa posto nel regolado dalla Fusine loco detto sopra la via tra questi confini a m.a Chiesa di S. Nicolò, a m.i Andrea Baion, a s.a via pubblica, et a s.on la sud.ta Chiesa Salvis etc. dicendo ad altri non esser obbligato. – L. ---:10

Cons.to etc. M.r Giammaria figlio de M.r Nicolò Scarzanella P. N. [5] per se, et eredi denunciò con suo giuram.to esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo da S. Martin soldi dieci per capital de L. --- , alaltar di S. Mattia sud.to sive al Rev.do Altarista di quello che di tempo in tempo succede, obbligando alla manutenzione un pezzo di Campo arr. de cal. do in circa posto nel regolado dalle Fusine loco detto al Ponte de Ruiturbido, confina da tutte le parti commun, salvis etc. dicendo non esser esso campo ad altri obbligato. – L. ---:10

Cons.to etc. M.r Michiel q.m Andrea Sevolier per nome suo, e de M.r Tizian suo fratello per se et eredi con suo giuram.to denonciò esser tenuti a pagar annual.te in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia sud.to sive al Rev.do Altarista di quello soldi 13 e mezzo per capital de L. --- obbligando di presente alla manutenzione per cauzione di esso altare campo arr. de cal. do in circa seme posto nel regolado da i Coi loco detto sotto le case confina a m.na Strada, a m.i Piero de Fiorio, a sera Zuanne q.m … [?] Rizzardini, et a S.on Piero q.m Lorenzo da i Coi salvis etc. dicendo esso campo ad altri non esser obbligato. – L. ---:13

Cons.ti etc. M.r Zuanne q.m Bortolo Sivolier, e M.r Bortolo q.m Mammaria Sivolier insieme, et in solidum per se et eredi denunciarono esser tenuti pagar annualm.te in perpetuo da S. Martin al Altar di S. Mattia in domo, sive al Rev.do Altarista di quello che di tempo in tempo succede soldi tredese, e mezzo per capital de L. --- , obbligando di presente alla manutenzione dicendo ad altri non esser obbligato campo arr. de cal. quattro in circa posto nel regolato da i Coi l[oc]o detto al Saccho dentro in costa tra questi confini a M.a e M.dì Michiel Sivolier, a S.ra Jacom de Tizian, et a s.on Zuan q.m Bastian Colus da Pianaz salvi altri, e più veri confini. – L. ---:13 ½

Cons.to etc. M.r Andrea q.m Alvise Socol da Pianaz per se, et eredi denonciò con suo giuram.to esser tenuto pagar annual.te in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia, sive al Rev.do Altarista di quello che di tempo in tempo succede soldi otto, e mezzo per capital de L. … , obbligando novam.te alla manutenzione di esso altare un pezzo di campo arr. di cal. una in circa seme posto nel regolado da i Coi loco detto sopra il Tabiado a Pianaz, confina a M.a Strada, a Mezzodì Zuane de Socol, a sera, e S.trion Rui, e Strada salvis etc. dicendo ad altri non esser obbligato e ciò disse pagar come sopra L. ---:8 ½

Cons.to etc. M.r Batista q.m Nadal Socol per se, Eredi, e Fratelli denonciò esser tenuto pagar annual.te in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia in domo, sive al Rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede soldi quattro e mezzo per capital de L. --- , obbligando alla manutenzione di esso altare dicendo ad altri non esser obbligato campo arr. di Cal. dò in circa seme posto nel regolado da i Coi a Pianaz, loco detto alla Val tra questi confini a M.na e M.dì M.r Andrea Socol, a sera Strada, et a S.n Zuan q.m Bastian Colus, Salvis etc. – L. ---:4 ½

Cons.to etc. M.r Mathio figl[io] de M.r Batta de Vido da Pianaz P. N. per se, et eredi denonciò con suo giuramento pagar ann.nte in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia sive al Rev.do Altarista di quello che di tempo in tempo succede lire trè, e soldi disdotto per cap. de L. --- , obbligando alla manutenzione per cauzione di esso Altare Campo arr. de cal. quatro in circa seme posto nel regolado da i Coi a Pianaz loco detto su il Rui sora Vido tra questi confini a M.na  Rui, a M.dì Zuan q.m Bastian Colus, a Sera d.to denonciante, et a S.on Zuan de Martin dicendo esso campo ad altri non esser obbligato, pagando come sopra L. 3:18

Cons.to etc. M.r Zambatta q.m Altro Zambatta de Colus per se et eredi suoi con giuramento denonciò pagar annualm.te in perpetuo all’Altar di S. Mattia in domo etc sive al Rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede soldi ventisette per capital de L. … , e ciò da S. Martin ogn’anno obbligando di presente alla manutenzione e per cauzione di esso altare un pezzo di Campo de settori quatro in circa posto nel regolado di Marason loco detto in Colalto tra questi confini a Mattina Rui, a M.dì Simon, et Andrea de Colus, a S.ra Zuan de Martin, et a S.ion Tomaso, e Nicolò Panciera Salvis etc. dicendo ad altri non esser obbligato, pagando ut supra L. 1:7

Cons.to etc. M.r Simon q.m Zuanne de Jseppo de Colus da Pianaz per se, et eredi con giuramento denonciò pagare annualm.te et in perpetuo al Altar di S. Mattia in domo sive al Rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede soldi tredese, e mezzo per capital de L. … , siccome pagavano li suoi antenati, obbligando di presente per manutenzione, e cauzione di esso altare dicendo ad altri non esser obbligato, un pezzo di campo arr. di cal. 3 in circa seme posto nel regolado da i Coi a Pianaz loco detto alla Foppa tra questi confini a mattina e mezzodì strada, a sera Batta [?] de Vido, et a S.rion Zuanne de Martin da Pianaz salvi etc, pagando ut supra L. ---:13

Cons.to etc. M.r Zuanne q.m Batta Taier da Pianaz per nome suo, fratelli, et eredi denunciò con suo giuramento esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia in domo sive al Rev.do altarista di quello, che di tempo in tempo succede soldi venti dò per capital di L. … , e per cauzione, e manutenzione di esso Altare hà obbligato, e obbliga nuovamente un pezzo de campo de settori dò in c[irca] posto nel regolado di Marason loco detto app[ress]o il Ponte de là dal Aqua, confina a mattina aqua del Maè, a Mezzodì Ciprian Panciera, a sera Baldassar de Martin, et a Set. Strada pub[blica], Salvi etc. dicendo non esser obbligato esso Prado ad alcun altro, pagando ut supra L. 1:2

Idem. Parimenti denonciò con giuram.to come successo nelle ragioni del q.m Tomaso della Rizza esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo da S. Martin all’Altar sud.to sive al Rev.do Altarista lire quindeci soldi dodese per capital de L. … , sopra un pezzo di campo arr. de cal. diese in circa seme posto nel regolado da i Coi loco detto Cautibaut [?] a Pianaz tra questi confini a M.na Zuan q.m Bastian Colus, e dalle altre parti strada, avendo quello aquistato per impegno da M.r Carlo figlio de M.r Domenego Panciera con detto aggravio, pagando come sopra L. 15:12

 

28 detto, et loco

Cons.to etc. M.r Bortolo figlio di M.r Piero da i Coi P. N. per se, et eredi denonciò con suo giuramento esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo da S. Martin all’Altar di S. Mattia in domo, sive al Rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede soldi undese, e mezzo per capital de L. … , obbligando di presente alla manutenzione gli infrascritti beni, dicendo ad alcuni altri non esser obbligati etc. un pezzo di campo arr. di calvie quatro in circa seme posto nel regolado da i Coi loco detto a costa de Dael confina a M.na Eredi q.m Zuanne fratello del Denonciante, a Mezzodì parimente, a Sera M.r Zuanne Rizzardini, et a S.n li eredi sud.ti salvi etc. – L. ---:11

Cons.to etc. M.r Zuanne q.m Vallentin de Colus da Pianaz per se, et heredi suoi denonziò con suo giuram.to esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo all’Altar di S. Mattia in domo di Belluno, sive al Rev.do Altarista di quello che di tempo in tempo succede ogn’anno da S. Martin soldi dodese per capital di L. … , obbligando novam.te e di presente alla manutenzione gli infrascritti beni, dicendo ad alcun altro non esser obbligati, Un pezzo di Campo di settori dò e mezzo in c[irc]a posto nel regolado da i Coi loco d[ett]o in Pallua tra questi confini, a M.na Nicolò de Lucca, a Mezzodì detto denonciante, a sera Baldessar de Martin da Marason, et a S.rion Pietro Socol q.m Mammaria. Salvi etc. – L. --- :12

 

Primo Novembrio, et Loco.

Con.to etc. M.r Piero q.m Zamaria Socol da Pianaz per se, et eredi suoi denonziò con suo giuram.to esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo all’Altar di S. Mattia in domo di Belluno, sive al Rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede ogn’anno da S. Martin soldi nove, e mezzo per capital de L. … , obbligando specificatam.te alla manutenzione gli inf[rascrit]ti beni, quali disse ad alcun altro non esser obbligati, un mezzo settor de Prado nel Regolado da Pecol loco detto al Tabià tra questi confini a m.a  e mezzodì Martin Taier, a Sera Ant[oni]o q..m Pol Panciera [?] et a S.ion più persone, salvi altri più veri confini. – L. ---:9 ½

 

28 Detto, et loco.

Con.to etc. M.r Zuanne q.m Franc[es]co de Lucca da Marason per nome suo, fratelli, et Eredi con suo giu.to denonciò esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo all’Altar di S. Mattia in domo di Belluno, sive al rev.do Altarista di quello, che di tempo in tempo succede lire trè soldi disdotto per capitale di L. … , e ciò ogn’anno da S. Martin come successo nelle ragioni di Zan.ria [?] de Vido da Pianaz. Obbligando per manutenzione un Pezzo di Campo arr. de cal. cinq[ue] in circa, et un quartariol nella Villa di Pianaz loco d.to sotto a Vido tra questi confini a M.a Zuan de Martin da Pianaz, a Mezzodì Nicolò Scarzanella, a Sera, e S.n Strada, salvi etc. dicendo ad altri non esser obbligato. – L. 3:18

 

21 decembrio

Con.to erc. M.r Andrea q.m Jseppo Colus da Pianaz et con suo giuram.to per se, et Eredi denunziò esser tenuto pagar annualm.te in perpetuo da S. Martin al Rev.do Altarista di S. Mattia in domo di Belluno che di tempo in tempo succede soldi tredese, e mezzo per capital de L. … , obbligando specificatam.te di presente per cauzione, et assicurazione di esso altare Campo arr. di calv[ie] trè circa seme posto sotto al Regolado da i Coi loco d.to su a Vido tra questi confini, a M.a Zuan q.m Bastian Colus, a M.dì Batta de Socol, a Sera e S.ion Batta de Vido, salvi altri più veri confini, dicendo ad altri non esser obbligato. – L. ---:13

 

1661: 24 Gen[na]ro: nella Cancellaria de Comun di Zoldo.

Cons.to etc. Per Eredi q.m Bastian Rizzardini da i Coi denunciò per essi M.r Vettor Fig[li]o de q.m Bortolo Rizzardini l’istessi esser tenuti pagar annualm.te in perpetuo al Rev.do Altarista di S. Mattia in domo, che di tempo in tempo succede ogn’anno da S. Martin lire dò e soldi sedese per capital de L. … , obbligando nuovamente non ostante le obbligazioni passate un pezzo di Campo arr. del cal. quatro in circa posto nel Regolado da i Coi loco detto Postroi confina a M.a Strada, a M.dì Eredi q.m Mathio Panciera, a Sera Zuanne Rizzardini, et a S.ion più persone, salvi etc. - L. 2:16

Con.to per Paulo q.m Antonio Cappeller da Pianaz, denunziò M.r Andrea q.m Jseppo Colus da Pianaz per se, et eredi esser tenuto pagar anualm.te in perpetuo ogn’anno da S. Martin all’Altar di S. Mattia in domo sive al Rev.do Altarista di quello lire tre, e soldi do per Capital de L. … , obbligando per manutenzione di presente un pezzo di campo arr. de cal. cinq[ue] in circa seme posto nel regolado da i Coi loco d.to a Col da Rù, confina a M.a Piero q.m Zamaria Socol, a Me.dì e S.ion Strada, et a sera Rù, salvis etc.,  dicendo esso campo ad altri non esser obbligato. – L. 3:2

Con.to etc. M.r Geronimo q.m Zandonà de Colus da Pianaz denonziò M.r Zammaria q.m Giacomo Colus il sudd[et]to per se, et eredi suoi esser sottoposto pagar di livello in perpetuo ogn’anno da S. Martin all’altar di S. Mattia in domo sive al Rev.do altarista di quello che di tempo in tempo succede soldi venticinque per cap. de L. … , obbligando in specialità, et in … [?] un pezzo di canpo arr. de Cal. … [6] loco detto al Pretonal sotto la regola da i Coi, Confina a M.a Rui, a M.di Pol Capeller, a sera, e se.rion Strada, Salvi etc., dicendo non saper, che ad altri sia obbligato. – L. 1:5

Con.to etc. M.r Mattia q.m Donà Colus per nome suo, et delli Eredi q.m Paulo Colus denonciò con giuram.to per se, et Eredi esser tenuti pagar annualm.te in perpetuo ogn’anno da S. Martin all’Altar di S. Mattia in domo sive al Rev.do Altarista di quello etc. soldi otto pro capitale de L. … , obbligando per manutenzione di presente l’uno per l’altro un pezzo di Campo ar. de Cal. do in circa seme posto nel regolado da i Coi a Pianaz loco detto sotto la casa, confina a M.a Zuan q.m …tian [?] Colus, a Mezodì e sera strada, et a s.trion Zuan Taier, salvis etc., dicendo non esser obbligato ad altri. – L. ---:8

 

Di Marti 25 d.to nella Cancellaria de Comun de Zoldo etc.

Con.ta etc. d[on]na Catarina V[edova] q.m Zan Pol Colus da Pianaz et instò a notarsi di presente per se, et eredi suoi come si costituisse livellaria in perpetuo verso il Rev.do Altarista dell’altar di S. Mattia in domo di Belluno e successori suoi con pagar ogn’anno da S. Martin al prefato Rev.do lire do, e soldi diese per capital de L. … , obbligando di presente per manutenzione, e cauzione di d.to Altare un pezzo di campo arr. de cal. Tre in circa seme posto nel regolado da i Coi a Pianaz loco d.to sotto il Tabiado da Bauoi, tra questi confini a M.a Zuan Socol, M.dì M.r Zuan Colus q.m Bastian, a S.ra Pol Capeler, et a S.trion Batta de Colus, salvi altri, e più veri confini, dicendo ad altri non esser obbligato. – L. 2:10

 

10 Febraro 1661 nella Villa di Marason

Alla presenza di M.r Zuanne q.m Batta de Martin, e de M.r Jacomo q.m App[olloni]o de Leonardo di detta Villa Testimonij.

Con.to etc. M.r Domenego q.m Vallentin Panciera da Mareson come subentrato nelle ragioni del q.m M.r Zuanne Socol nelli luoghi, e beni nominati dal Mas di Zorzi nella Villa di Pianaz con obbligo di pagare annualm.te da S. Martin in perpetuo al Rev.do Altarista di S. Mattia in domo di Belluno lire disnove, soldi quatordese per capital di L. … , onde esso M.r Domenego ritrovando nel presente inventario del sud.to prò Annuo esser stato denunziato da M.r Zuanne q.m Batta Taier come successo in ragione de parte de beni del Mas sud.to cioè nen campo nominato Cantibaut in essa Villa di Pianaz de cal. diese in c.a di pagar solo L. 15:12, come per cessione fatali da M.r Carlo Panciera suo fig[lio]lo, perciò esso M.r Domenego per se, et eredi suoi denunciò con giuram.to esser tenuto pagare altre lire quatro, e soldi dò sopra il sud.to Campo, che così disse esser tenutto, et obbligato in perpetuo per adempimento di esse L. 19:14 come di sopra ogn’anno da S. Martin al d.to R[reverendo] Altarista obbligando in oltre alla manutenzione tutti, e qualunque suoi beni presenti, e venturi, senza alcun ben che minimo pregiudizio delle sue ragioni contra quoscunque. – L. 4:2

 

Io Baldassar Prà q.m D. Piero di Zoldo Pub[blic]o per V[eneta] A[autorità] e del Colleggio di Belluno Nodaro ricercato, e delegato a questo effetto, hò fatto, et scritto il presente inventario a denunzia delli soprascritti constituenti, in fede di che mi son sottoscritto, et ho posto il mio solito segno, in quorum fidem.

 

***

 

Doc. 2/B: Riassunto dell’Inventario al 29 settembre 1660

 

Ai 29 Settembre 1660

Mis.r Giacomo q.m Lor[en]zo Panciera dà Mareson Paga annualm.te in perpetuo all’anno L. ---:13, Avendo Obligatto Campi, e Pradi à Tanna nelle [sic!]  regolado dai Coi.

Mis.r Antonio q.m Nicolò dalla Costa Paga come Sopra L. ---:12, Avendo Obligato Un Prado detto dalla Aqua nella Monte da Iral de Campi trè.

Mis.r Gio. M[ari]a q.m Giacomo Colus dà Pianaz come Sopra L. ---:12, Avendo Obligato Un Pezzo di Campo arativo de Calvie due Circa seme posto nel Regolado dai Coi Loco d.to alla Longaiolla.

M.r And[re]a Figlio de M.r Piero dai Coi Paga come Sopra L. ---:12, Avendo Obligato Un Campo arativo nominatto alla Val de Pael nel Regolado dai Coi de Calvie Due e Meza in circa.

Mis.r Giacomo q.m Titian Rizzardinj de Col dai Coi Paga come Sopra L. ---:12, Avendo Obligato un Pezzo di Campo ara.vo di Calvie Una circa nel regolado dai Coi loco d.to al Peccol.

 Mis.r Valentin q.m Bortolo Scarzanella dai Coi Paga come Sopra L. 1:4, Avendo Obligato Un Campo arativo de Calvie una circa seme posto nel Regolado dai Coi Loco d.to alla Mezza Zogia [?].

 Mis.r Zuane q.m Zamaria Scarzanella Paga come Sopra L. ---:10, Avendo Obligato Un pezzo di Campo arativo de Calvie una circa posto nel regolado della Fusine Loco detto sopra la via.

 Mis.r Gio. M[ari]a Fig[li]o di M.r Nicolò Scarzanella P. N. [7] paga come Sopra L. ---:10, Avendo Obligato Un pezzo di Campo ar.vo de Calvie due circa seme posto nel regolado delle Fusine loco detto al ponte de Ruiturbido.

Mis.r Michiel q.m And[re]a Sievolier Paga come Sopra L. ---:13, Avendo Obligato Un Pezzo di Campo ar.vo di Calvie due circa seme posto nel regolado dai Coi loco detto sotto le Case.

Mis.r Zuane q.m Bortolo Sievolier Paga come Sopra L. ---:13, Avendo Obligato un Campo arat[ti]vo de Calvie Quattro circa posto nel regolato dai Coi loco detto al Saccho dentro in Costa.

 Mis.r Andrea q.m Alvise Socol da Pianaz Paga come Sopra L. ---:8, Avendo Obligato Un Pezzo di Campo ar.vo. de Calvie una circa seme posto nel regolado dai Coi Loco detto sopra il Tabiado à Pianaze S

Mis.r Bat.ta q.m Nadal Socol Paga come Sopra L. ---:4, Avendo Obligato Campo arativo de calvie due circa seme posto nel regolado dai Coi à Pianazi loco d.to alla Val.

Mis.r Mattio Fig[li]o de M.r Batta de Vido da Pianaz P. N. Paga come Sopra L. 3:18, Avendo Obligato Campo arativo. de Calvie Quattro circa seme posto nel regolado dai Coi à Pianaz Loco detto sora il ruj sora Vido.

 Mis.r Gio. Bat.ta q.m Altro Gio. Bat.ta de Colus dà Pianaz paga come Sopra L. 1:7, Avendo Obligato un Pezzo di Prado de settorj Quattro circa posto nel regolado di Marason loco detto in Colalto.

Mis.r Simon q.m Zuane de Jseppo de Colus da Pianaz paga come Sopra L. ---:13, Avendo Obligato un Pezzo di Campo arativo de Calvie tre in circa posto nel regolado dai Coi à Pianaz Loco detto alla Foppa.

 Mis.r Zuane q.m Bat.ta Taier da Pianaz paga come Sopra L. 1:2, Avendo Obligato un Pezzo di Prado de settorj dò circa posto nel regolado di Marason loco d.to app[ress]o il Ponte delà dal aqua.

Mis.r  [Dome(neg)o Panc(ier)a L. 4:2, in tutto … L. 20. 16 (?)] [8] paga come Sopra L. 15:12, Avendo Obligato un Pezzo de Campo de Calvie dieci circa seme posto nel regolado dai Coi loco d[et]to Cautibaut [?] à Pianaz.

 

Ai 28 Settembre 1660

Mis.r Bort[ol]o Figlio de Mis.r Piero dai Coi P. N. Paga come Sopra L. ---:11, Avendo Obligato un Pezzo di Campo arr[ati]vo de Calvie Quattro circa seme posto nel Regolado dai Coi loco detto à Costa de Dael.

Mis.r Gio. M[ari]a q.m Vallantin de Colus dà Pianaz paga come Sopra L. 12, Avendo Obligato Un Pezzo de Prado de Settori due e Mezzo circa posto nel regolado dai Coi loco d[et]to in Pallua.

 

Primo Novembre

Mis.r Piero q.m Gio. M[ari]a Soccol dà Pianaz paga come sopra L. ---:9, Avendo Obligato Un Mezzo Settor de Prado nel regolado da Peccol loco detto al Tabià.

 

Ai 28 Novembre 1660

Mis.r Zuane q.m Fra[nces]co de Lucca da Marason paga come Sopra L. 3:18, Avendo Obligato un Pezzo de Campo de Calvie Cinque et un Quartarol circa nella Villa di Pianaz loco d[et]to sotto al Vido.

Mis.r Andrea q.m Jseppo Colus da Pianaz paga come Sopra L. ---:13, Avendo Obligato Campo arat.vo de Calvie Tre circa seme posto nel regolado dai Coi loco d.to sù a Vido.

 

1661: 24 Gen[na]ro

Per Heredi q.m Bastian Rizzardinj dai Coi Paga come Sopra L. 2:16, Avendo Obligato Un Pezzo di Campo arat.vo di calvie Quattro circa posto nel regolado dai Coi loco detto Postroi.

Per Mis.r Paulo q.m Ant[on]io Cappeler da Pianaz paga come Sopra L. 3:2, Avendo Obligato un pezzo di Campo arat.vo de Calvie Cinque in circa posto nel regolado dai Coi loco d.to à Col dà Rù.

Per Mis.r Gierolimo q.m Zan.Donà de Colus da Pianaz paga come sopra L. 1:5, Avendo Obligato un Pezzo di Campo arat.vo. de Cal. … [9] loco detto al Piedonaz sotto la regola dai Coi

Mis.r Mattio q.m Donà Colussi Paga come Sopra L. ---:8, Avendo Obligato un Pezzo de Campo arat.vo de Calvie Due circa seme posto nel regolado dai Coi à Pianaz loco detto sotto la Casa.

 

Ai 25 Marzo 1661

Donna Catt[arin]a relitta del q.m ZanPol Colussi dà Pianaz [Paga] come Sopra L. 2:10, Avendo Obligato un Pezzo di Campo arat.vo di Calvie Tre circa seme posto nel regolado dai Coi à Pianaz loco detto sotto il Tabiado da Bauoj.

 

Ai 10 Febraro 1661 nella Villa di Mareson

Mis.r Domenico q.m Pellegrin [10] Panciera da mareson Paga per via di sucessione sola al Anno [paga il Faion [11] L. 4:2, Avendo Obligato il Campo Cautilaut [?] in Pianaz de 10 Calvie.

 

Et per Alre [=somma] L. 50:1

 

***

 

Doc. 3: Investitura livellaria del 4 marzo 1661

 

Nel Nome di Cristo Signor nostro, Amen. L’Anno della sua Natività 1661, Indictione XIIII, giorno di Venere li 4 del mese di Marzo, al Cancello di me infrascritto Nodaro posto in Piazza di questa Città. Presenti sier Antonio q.m Bernardin Conz. da Nogarè, et il Signor Giulio del Signor Agustino Pagan, testimonii chiamatti, havutti et pregatti.

Essendo che sino sotto li 5 del mese di Febraro dell’anno 1595 il q.m Reverendo misier pre Antonio Longo q.m Signor Bortolamio come Rettor, et Altarista dell’Altar di San Mattia posto nella cattedrale di Belluno, per causa di renovatione et per ragion di Livello perpetuale habbi datto, et concesso di esser renovatto sempre in cavo di 29 anni a diversi huomini e Regolieri del Capitaniato di Zoldo l’infrascritti beni, con li patti, modi, et condictioni nell’Instrumento di detto Livello scritto per mano del q.m Signor Lelio Persicino nodaro, de dì sudetto, al quale facendo bisogno s’habbia relactione, onde essendo già molto tempo trascorso il termine di renovar esso Instrumento giusta la forma dei Statutti di Beluno, secondo anco l’obligo deli Livellarii, et anco le ragioni delle parti non periscano.

Quindi è che il molto Reverendo Signor Antonio Gava q.m domino Francesco, al presente Rettore, et Altarista di Santa [sic!] Mattia nella Chiesa Cattedrale di questa Città di Belluno per sé, et successori suoi con ogni miglior modo, via, raggione et forma, con qualli meglio et più efficacemente ha saputto, et potutto, sa, et puote, hà dato, e per ragion e titolo di renovatione di Livelo concesso a sier Andrea q.m Iseppo de Colus et sier Vettor Rizzardini dai Coi per sé et hheredi, e successori suoi, et per nome, et come Procuratori de Huomini, et Regolari della Villa di Pianaz et Consorti dai Coi, come di tal procura consta negli atti di domino Lorenzo Zampolli nodaro alla quale et c. et qui sotto registratta stipulanti et per ragion, et titolo di renovatione, et a Livello perpetuale riceventi d’esser rinovatto sempre in capo di ogni 29 anni giusta la forma degli antedetti statutti di Belluno gli infrascritti beni.

Et primo terre, arrative, prative, boschive, Boschi, et sorte di Boschi essistenti nelle pertinenze della villa di Pianaz hora tenutti ed possedutti detti beni tra detti Consorti da Pianaz posti, et situatti tutti essi Beni tra essi Confini: a mattina Pol da i Coi, et Tomas Piovan Pollo de Martin, Colus de Colus, Alessandro Panciera, et il Rui della Zalinera; a mezzodì detto Rui sino al fiume del Maè, fin al Confin de Lazero Panciera fino alla Crose dell’Altariol; a sententrion Zamaria de Filip, et Collò de Luca da Mareson confinante in lo Pelf, confinando coi pradi dell’ [..] del q.m Simon Balestraz da Pecol fino al Rui delle Cevolere, confinando ancora con Allessandro Panciera et Battista, et Toni di Alleghe, et Consorti fino alla Cima dei Coi [di Alleghe] a certa Rova Biancha confinante con quelli di Alleghe, et che va fino al Rui di Bragadere, et Olceiriere [?], fino alla via publica, et nell’aqua de Cane [=Canedo] et fenisse fino all’aqua del Maè.

Itemque un Prado in Luogo detto Val de Sera, in dette pertinenze de Pianaz, de Carra dodese fieno in circa, che già era possesso parte per Giacomo de Collus, et parte da Bastian dai Coi, Tita de Menego de Colus Fratelli: a mattina Thomas de Col, à mezzodì Pascol, a sera Tita q.m Giacomo da Brusadaz, a settentrion Costa de Formedal.

Itemque terre arravtive, et prative nella villa dai Coi trà di loro in più parti, a mattina Pascol, a mezzodì Rizzardo dai Coi, et Fratelli, a sera Bortolo Panciera, et Jacom da Pianaz, a null’hora pascol.

Itemque il Prà chiamato a Col di Anzuol posto in luogo detto in Monte de Sott Pelf, de producion de carra sedese fen in circa, possesso già parte da Bastian dai Coi, et l’altra parte da Piero de Colus predetto, a mattina Pascol, a mezzodì Rui Sfondrà, a sera Bastian dai Coi, a settentrion sot de Pelf cioè pascol.

Itemque che li predetti Consorti tutti Livellarii possano, et vogliano a loro Beneplacito montegar, pascolar con suoi animali, fuori dei pradi proprii di altri particolari come universali di quei di Guoima, et Campagne commune, et anco al tempo debito segar li feni et far tutte l’altre cose in detto monte, come solevano l’altri huomini al tempo della predetta renovactione 1595 et anco avanti, come consta nel predetto Instrumento per me nodaro infrascritto scritto et letto, al quale et c.

Ad haver, tener, goder et per ragion di Livello perpetuale posseder, et far tutto quello che a detti Livellarii per l’avvenire parerà, et piacerà di fare perpetuamente con tutte, et cadaune cose, che si contengono frà li predetti confini, overo altri se ne fossero de più veri, con l’entratte, et uscite fino nelle vie publiche et con tutte le ragioni, attieni a detti Beni, in qualunque modo spettanti et pertinenti, salvo però, et risservato ad esso Altare il diretto [?] dominio, proprietà, et civil possesso di essi Beni, il possesso de qualli detti Livellarii hanno, et hanno havutto fin hora, et quelli detto Signor Livellatore in quello confirmando, promettendo iterum, et di novo detto molto Reverendo di curatione, manutentione, et legitima defentione de detti Beni contro qualunque persona, università, et Colleggio in quanto si aspetta al fatto suo solamente, et questo perché all’incontro detti Livellarii per se, et loro hheredi hanno promesso, et si sono solenemente obligati pagar, et effettivamente esborsar ogni anno, et in ragion di anno al predetto molto Reverendo Antonio Gava, ò suoi successori, come Altarista del predetto Altare la festa di san Martino, otto giorni avanti, over doppo Lire cinquanta val L. 50 di piccoli ogni anno per raggion di Livello perpetuo et Livellaria pensione.

Con questi patti, et condictioni trà loro con la solene stipulactione fermatti, che se detti Consorti Livellarii di sopra nominatti, over suoi heredi, ò ciascuno di loro mancassero di pagar esso Livello per un anno, siano tenutti quello nell’anno seguente pagar doppio et se andassero diffettivi per tre anni continui, ciascuno si intendano cassati di ogni sua raggione di detto Livello, et la raggion di quelli pervenga in esso Signor Livellante, se li parerà, et niente di meno, esse Livellarie pensioni passate, et non passate con il doppio siano tenutti pagare.

Itemque se alcuna di esse parti volesse in alcun modo, o tempo alienare le sue raggioni di detto Livello sia tenutta quelle presentar, et denuntiar all’altra parte per quindeci giorni avanti, che venda, et quelle dare, ò alienare per Lire cinque, per minor pretio che di alcun altro potere havesse, ma se la parte, alla quale li sarà statto denuntiato non vorà comprar le raggioni dell’altra, all’hora passati detti giorni quindeci, la parte che volesse vender impune ciò possa fare a cadauno che vorà comprare, mentre che venda in tutto, et non in parte, et a persone non proibite dalle Leggi, in modo, che le ragioni di esso Altare così nella possesione come nella renovatione potesse perder, minuir, ò patir cosa alcuna. Altrimente detta vendita fatta si intenda nulla, e di niun valore, ò momento.

Le quali tutte cose soprascritte le parti predette per sé, et loro heredi, et successori promettono haver ferme, ratte, gratte, et valide, et quelle mantenir, esseguir, et osservar, né in alcun modo contravenir sotto plenaria, et reciproca obligatione di tutti li loro beni presenti, et venturi. A laude di Dio.

Io Gerolamo Miari q.m Signor Giulio ho le cose premesse dal mio originale estratte, in fede mi sono sottoscritto, et vi ho posto il mio solito segno, et ciò come nodaro per Veneta auttorità, et dell’officio maggiore di questa Città, in quorum et c.

 

Nos Petrus Delfinus Potestà et Capitanio. Quibuscumque fidem facimus, et attestamur supradictum dominum Jeronimum Emiliarium esse talem, qualem se fecit, fidemque dignum. In quorum fidem.

Belluni die 15 Iulii 1664.

[firmato] Paulus Tonecrinus Coadiutor Cancellariae Pretoriale

 

Matteus Jacobus Joanne Paulo domini Laurentii Filius Veneta Auctoritate notarius rogatus, ex consimili scripta ad Emiliario praedicto in charta semplici de verbo, ad verbum nil addens vel minuens ut iacet fideliter in hanc praesentem formam redegit, et propria subscriptione solito signo munivit nec non roboravit. Laus Deo semper.

           

 

 

 

 



[1] E’ errore evidente, per settembre.

[2] Documentazione preziosa del toponimo «La Cappella», per indicare la parte di Zoldo corrispondente alla parrocchia di San Nicolò.

[3] Puntini all’originale.

[4] Impegnati al mantenimento di altri livelli.

[5] Paterno Nomine, a nome del padre.

[6] Puntini all’originale.

[7] Paterno Nomine, a nome del padre.

[8] Il testo tra parentesi è d’altra mano, successiva. Non si comprende questa differenza con il doc. 2/A, nel quale la somma giunse a essere – come sembra logico – L. 19:14.

[9] Puntini all’originale.

[10] E’ così, non Vallentin.

[11] Annotazione d’altra mano.