Libero Maso di Coi

 

 

Archivio Storico

 

Documenti del 1716, 1745, 1778

sui due mulini e la segheria di Mareson [1]

 

Doc. 1: 1716: 24 maggio. Rinnovazione dell’investitura di due mulini e d’una segheria a Mareson [2]

 

Copia. – 1716: 24 Maggio.

Gl’Illustrissimi, et Eccellentissimi Signori Proveditori alli Benni Inculti, et Inquisitor. – Vista la riverente istanza fatta per mano di Zamaria Panciera q.m [3] Lorenzo et Consorti nec non [4] di Nicolò de Martin [5] e Consorti umilmente dimandare la Confermazione delli antichissimo posesso  per detto Panciera e consorti d’un Edificio da Molin di due rode et una Sega posto sopra l’aqua del Mae nella Regola di Marason [6] sotto Zoldo Teritorio di Belluno, come pure per detto Nicolò de Martin e Consorti un Edificio d’una roda da Molino posto sopra la detta acqua del Mae pur sotto Zoldo avendo prodotto per giustificazione di detto Antichissimo posesso le scritture infrascritte videlicet. [7]

Li estimi degli Anni 1529: 1548: et 1634 nelle qualli si vedono di tempo in tempo de[sc]ritti per consorti possess[or]i di detti due Molini e Sega qualli dalla famiglia Panciera et Vettor et Zambatta de Martin, tratti dalli Zornali delli Ligitimo de Libri vechij dell’Capitaniato di Zoldo essiston nella Cancellaria di Belun [8] per d.ti [?] Giud. [?] anco. [?] Alpago Vice Cancelliere di detta Magnifica Comunità con la legalità del Regimento [?] Cap.le [?] 1710.

Per la notificazione pr… [?] … [‘?] Commun medesimo agli anni 1645: 28 Zugno e 1670: 14 Aprile per Nome di Tomaso Bollo et altri Consorti Panciera nec non di Zuanne q.m Bat.ta de Martin da Marason con le qualli notificano possedere in molti consorti gli Edificii sudetti da Molino di due rode et Sega come pure altro Edificio da Molino di Rode una essistenti sopra del Maè nella regola di Marason sotto Zoldo, Tratte dalle Notificazioni del Teritorio Trevisano per Domino [9] Eugenio Fortezza [10] olin [11] Nodaro del medesimo Eccellentissimo Magistrato nec non per domino Giovanni Rigotto Cad.r [12] del medesimo. Havendo perciò d’Esponente quibus sopra nominibus [13] fatta la giustificazione Comandatta dalle Leggi in inplorando la confermazione di detto Antichissimo possesso; Veduto dall’Eccellentissimo Avvocato Fischal del Magistrato le Scritture sopradette, qualle riferisce esser verre in fatto le cose sopra Naratte, Sue Eccellenze Illustrissime hanno terminato, e terminando confermatto alli medesimi Zamaria Panciera q.m Lorenzo e consorti l’antichissimo possesso dell’uso d’un Edificio da molino di due rode, et una sega esistente sopra l’aqua del Mae nella Regola di Marason Capitaniato di Zoldo Teritorio di Bellun nec non a domino Nicolò de Martin et Consorti l’antichissimo possesso dell’uso d’un Edificio da Molino con rode una esistente sopra la detta acqua del Mae in detta Regola, dovendo però sempre restar salve le debite Raggioni di Cadaun particolare; Registratte le loro, fatte le note nel cattastico et l’… [?] da chi s’aspetta.

Vi[n]cenzo Sinni [?] proveditor

Lunario Venier detto

Vi[n]cenzo da Rivo Proveditor

 

Tratta dalla filza esistente nel Magistrato suddetto de Benni Occulti. [14]

Pietro Frissoni de mandato

 

1788: 19 Agosto. Zoldo. – Fu presentatta alla Cancellaria in Obidienza et fatta copia e spedita dal Sig.r Giuseppe Vittoria Cancellier all’Eccellentissimo Regimento di Belluno affine et c.

 

Io Lunario fatto ò copiatto la presente Carta da altra simile venutta da Venezia come sta e giace e mi fù consegnatta la detta carta per la Copia da Bernardo Panciera.

 

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Doc. 2: 1745: 19 giugno. Mandato di sequestro a carico dei conduttori della segheria di Mareson [15]

 

[Leone di San Marco] – Beluno Zoldo Regola di Marason – Giacomo Panciera e Consorti una mella da Sega – D’Ordine del Magistrato Eccellentissimo de Signori Provveditori sopra li Beni Inculti, & Inquisitor, & stante non attrovarsi descritto nel Cattastico delli Investiti, o confermati dal detto Eccellentissimo Magistrato il nome di Giacomo Panciera Possessore di una mella da Sega, si Sequestra nelle mani di Voi Giacomo Panciera Affittual, Livellario, Lavoratore, o Agente del detto Panciera li Affitti, o Livelli corsi, e che correranno; come pure respettivamente all’uso, li Effetti, Grani, & Fieni, aspettanti al detto Panciera & ciò in pena di pagar del proprio da essere il tutto alli tempi debiti depositato nella Pubblica Cancellaria, o respettivamente quanto siano li Grani, & Fieni nella Camera de Pegni da esser venduti, & il tratto trasmesso al detto Eccellentissimo Magistrato; dovendo da Voi essere data notizia al Padrone, o Dirrettario, perché nel termine di giorni quindici debba aver prodotto nel detto Eccellentissimo Magistrato qualunque proffessato titolo per la legitimità del detto uso dell’Acqua del Mae passati li quali, progredirà il Magistrato alle ulteriori esecuzioni, ne servirà pretesto alcuno per esentarvi dalle medesime, se non averete la liberazione a stampa, che fosse da Sue Eccellenze rilasciata.

Dat. Dal Magistrato suddetto li 19 Zugno 1745.

Benetti Segretario [?]

 

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Doc. 3: 1745: 27 ottobre. Citazione dei conduttori della segheria di Mareson [16]

 

[Leone di San Marco] – Belluno Zoldo Regola d’Masaron [17] – Giacomo Consorti Panciera una mella da sega sopra l’aqua del Maè piu due rode da molino. – De Ordine del Magistrato Eccellentissimo de Beni Inculti, & Inquisitor, stante l’innobedienza pratticata da Voi Giacomo Consorti Panciera Affittual, Livellario, ò sia Agente, ò Proprietario di detti edefici al Mandato di Sequestro rilasciatovi sotto li 19 Zugno, & susseguente Mandato di Bollo, & ordine di Depositare li Effetti Sequestrati, e Bollati alla Cancellaria, sive Camera de Pegni pure rilasciatovi sotto li 7 Luglio – Si Cita Voi Giacomo e Consorti Panciera sudetto perché nel termine di giorni otto comparir dobbiate nel detto Eccellentissimo Magistrato avanti Sue Eccellenze à vedervi levar la pena in essi Mandati Comminatavi; aliter s’intenderà la stessa levata, & senza altra Intimazione saranno dal Magistrato spediti li Ministri per l’Esecuzione della medesima, & ciò ex Officio.

Data li 27 Ottobre 1745.

Benetti Segretario [?]

 

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Doc. 4: 1778: 28 aprile. Accordo d’uso tra i conduttori della segheria di Mareson [18]

 

Copia. – Adi 28 Aprile 1778. Mareson [19] di Zoldo. – Li Domini Domino Giacomo q.m Valentin Panciera e Misier Zuane q.m Giacomo, e Misier Bernardo q.m Bernardo e Valentin, e fratelli q.m Antonio Panciera ambi di Mareson unitamente a Domino Valentin figlio di Misier Pietro Martini facendo per nome di Donna Catterina q.m Andrea Panciera sua consorte pure di Mareson quali unanimi. Carratadi [20] nell’Edificio della Siega posta pure a Mareson restano d’accordo, ogni uno e pacificati come qui sotto segue.

Che perciò li suddetti restando stabilitti alli loro Caratti a norma della loro porcione chi più e meno cioè Domino Bernardo unito unitamente a’ suoi nipoti Valentin e Fratelli Panciera q.m Antonio di suo Caratto per un Terzo et altro terzo aspettante a Misier Giacomo suddetto, et l’altro a Misier Zuanne Panciera e Domino Valentin Martini, quali unitamente ad norma da sua porcione di Caratto abbia da conseguire sia utile sia dispendio come meglio qui sotto sarà dichiarito.

Primo, che restando intesi et accordati abbia prima di ogni patto unitamente da metter in ordine il suddetto Edificio per quello possa occorrere cioè presentemente occorrendo il Casson della usera, et altro per la condotta dell’acqua e ciò ognuno conforme a sua porzione.

Così che resta stabilito ad norma di Terzo goder il beneficio cioè ogni Terzo abia da posseder l’Edificio per un Anno, così viene ad esser posseduto da Domino Bernardo, e nipoti un Anno e da Domino Giacomo altro Anno e Misier Zuanne Panciera e Domino Valentin Martini altro Anno istessamente che perciò deve andar cavato a Bolettino dichiarandosi in oltre che quel Anno che aveva da possedere ogni uno detto Edificio accadendo rotture di feramenta, pur che non sia di mala regola, abbia da esser rimessa unitamente, et essendo mal diretta e per mala regola abbia da esser soccombente il posseditore, restando perciò deciso che la Feramenta che sarà consumata abbia accordatamente da rimetterla al primiero stato ambi li suddetti.

Essendo e ritrovandosi il coperto dell’Edificio dirocato, perciò restano accordati per questa sol volta abia da esser rimesso a norma di Caratto; proseguiendo col progresso di tempo abbia da esser diviso detto Coperto e ciò ognuno conforme il suo Terzo abbia da restaurarlo e mantenerlo.

Et unitamente accordano che mancando dentro del suo tempo a quanto sia dichiarito di sopra, e non concorrendo le parti unitamente per esser mancanze o rotture come di sopra, non abbia [valore le] Condizioni di sopra, possa ogni parte tanto unita come separata rimettere qualunque rottura e con esatta Poliza; debba restar delusa [21] l’altra parte del Beneficio fin tanto che sarà adempito ogni debito.

Con condizione che nel caso delle rotture stesse abbia da esser avvertito tutte le parti che così sarà considerato come qui dietro si [h]anno pacificato e non altrimenti oltre stabiliscono unitamente e concordi, che quando tocherà la sua Annata non abbia da esser molestato dalle altre parti e ciò senza Contradizione.

Ritrovandosi presentemente il Bisognevole di Feramenta onde ognu unno abbia da consegnare al suo successore riservando la Lama, restando il Teler della Lama indiviso così consumato che si abbia da esser rimesso uniti le parti.

Cavato la sorte a Bolettino per il primo Anno toccò a Misier Bernardo, e Nipoti, istessamente a Bolettino toccò il secondo Anno a Misier Giacomo, terzo a Misier Zuanne Panciera, e Valentin Martini. Accordano di principiare ogn’uno sua Annata primo di Marzo, così Misier Bernardo principia in oggi e terminerà ultimo Febbraro 1779 e così susseguendo ogn’uno conforme il suo Bolettino.

Io Valentin Martini afermo anco per il compagno per non saper Scrivere

Bernardin Panciera afermo anco a nome di Nipoti

Giacomo Panciera afermo quanto di sopra

Zuanne Norza [?] fui Testimonio

 

Feramenta indevisa che si ritrova in essere, primo la Giova e Brocca del Carro e due Cagnoi et una Crozola, e un Cugno per tirar la Mela, et la Brocca della Lama. E questi capi sono levativi.

Nicolò Brustolon Pregato da ambi le parti e Testimonio scrissi

 

 



[1] Fanno parte del Fondo «Franci Filippi Bìese» (Zoldo Alto).

[2] Foglio formato protocollo, pp. 4, il doc. a pp. 1-2. A p. 4: Copia di Investitura di Molini e Siega Nella Regola di Marason come ut Intus.

[3] Quondam: fu.

[4] Nec non: come pure.

[5] De Martin, forma antica del cognome Martini.

[6] Come in altri documenti antichi il nome è Marason, non, come adesso, Mareson.

[7] L’abbreviazione delle ultime tre parole è stata sciolta con qualche dubbio. Videlicet: ossia, cioè.

[8] Da questa annotazione apprendiamo che questi vecchi registri del Capitaniato di Zoldo erano conservati a Belluno.

[9] Domino: signore.

[10] Abbiamo trascritto così, ma, in vero, l’iniziale del nome è di incerta lettura.

[11] Deformazione di olim: un tempo. Si tratta, cioè, di persona defunta.

[12] Forse cattiva scrittura per Coad.r, cioè Coadiutore.

[13] Da parte del rappresentante delle persone sopra nominate.

[14] Occulti, ma è certamente da intendere Inculti, cioè incolti.

[15] Foglio formato mezzo protocollo, in parte prestampato, pp. 2, il doc. a p. 1.

[16] Foglio formato mezzo protocollo, in parte prestampato, pp. 2, il doc. a p. 1.

[17] All’originale è scritto così, per evidente errore.

[18] Foglio formato protocollo, pp. 4. Il doc. a pp. 1-2.

[19] In questo documento compare il toponimo Mareson, nella forma attuale (anziché Marason). Compare pure il cognome Martini nella forma attuale (anziché de Martin).

[20] Proprietari per un carato, cioè una quota. Qualche piccolo intervento sulla punteggiatura.

[21] Privata.